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Articoli su Santa Maria di Magdala
3 ottobre 2016
CHI ERA VERAMENTE MARIA MADDALENA
Per volere di papa Francesco il 22 luglio, per la prima volta, si celebra la festa di santa Maria Maddalena, che sino a oggi era memoria obbligatoria. La storia di questa donna nelle parole dei Vangeli e nei commenti di Gianfranco Ravasi, Carlo Maria Martini, Cristiana Dobner e Timothy Verdon Cristina Uguccioni 20 07 2016 Lo scorso 3 giugno la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa. Il Papa ha preso questa decisione «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata», ha spiegato il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche. Ma chi era Maria Maddalena, che Tommaso d’Aquino definì «apostola degli apostoli»? Magdala Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea (Pesce salato). Qui, negli anni Settanta del Novecento è stata condotta un’estesa campagna di scavi dai francescani dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: è venuta alla luce una vasta porzione del tessuto urbano comprendente, fra gli altri, una grande piazza a quadriportico, una villa mosaicata e un completo complesso termale. Con successivi scavi i francescani hanno riportato alla luce anche importanti resti di strutture portuali. In un’area adiacente, di proprietà dei Legionari di Cristo, una campagna di scavi avviata nel 2009 ha invece permesso di rinvenire la sinagoga cittadina, una delle più antiche scoperte in Israele: per la sua posizione, sulla strada che collega Nazaret e Cafarnao, si ritiene che probabilmente sia stata frequentata da Gesù. Gli equivoci sull’identità Maria Maddalena fa la sua comparsa nel capitolo 8 del Vangelo di Luca: Gesù andava per città e villaggi annunciando la buona notizia del regno di Dio e c’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità e li servivano con i loro beni. Fra loro vi era «Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni». Come ha scritto il cardinale Gianfranco Ravasi, «di per sé, l’espressione [sette demoni] poteva indicare un gravissimo (sette è il numero della pienezza) male fisico o morale che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata. Ma la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria una prostituta e questo solo perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7 di Luca – si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli». Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome. Ma c’è un ulteriore equivoco: infatti, prosegue Ravasi, l’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Gv 12,1-8). E così, Maria di Magdala «da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea». La liberazione dal male Afflitta da un gravissimo male, di cui si ignora la natura, Maria Maddalena appartiene dunque a quel popolo di uomini, donne e bambini in molti modi feriti che Gesù sottrae alla disperazione restituendoli alla vita e ai loro affetti più cari. Gesù, nel nome di Dio, compie solo gesti di liberazione dal male e di riscatto della speranza perduta. Il desiderio umano di una vita buona e felice è giusto e appartiene all’intenzione di Dio, che è Dio della cura, mai complice del male, anche se l’uomo (fuori e dentro la religione) ha sempre la tentazione di immaginarlo come un prevaricatore dalle intenzioni indecifrabili. Sotto la croce Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù. Nel suo attaccamento fedele e tenace al Maestro Lo accompagna sino al Calvario e rimane, insieme ad altre donne, ad osservarlo da lontano. È poi presente quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro, che viene chiuso con una pietra. Dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana – si legge al capitolo 20 del Vangelo di Giovanni – torna al sepolcro: scopre che la pietra è stata tolta e corre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore. L’incontro con il Risorto Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, lei rimane, in lacrime. E ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede. Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: «“Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”» (Gv 20,15-16). Il cardinale Carlo Maria Martini al riguardo commentava: «Avremmo potuto immaginare altri modi di presentarsi. Gesù sceglie il modo più personale e il più immediato: l’appellazione per nome. Di per sé non dice niente perché “Maria” può pronunciarlo chiunque e non spiega la risurrezione e nemmeno il fatto che è il Signore a chiamarla. Tutti però comprendiamo che quell’appellazione, in quel momento, in quella situazione, con quella voce, con quel tono, è il modo più personale di rivelazione e che non riguarda solo Gesù, ma Gesù nel suo rapporto con lei. Egli si rivela come il suo Signore, colui che lei cerca». Il dialogo al sepolcro prosegue: Maria Maddalena, «si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e anche ciò che le aveva detto» (Gv 20, 16-18). La maternità della Maddalena «La Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua», osserva la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza. «Ella esprime la maternità nella fede e della fede ossia quella attitudine a generare vita vera, una vita da figli di Dio, nella quale il travaglio esistenziale comune ad ogni uomo trova il suo destino nella risurrezione e nell’eternità promesse e inaugurate dal Figlio, «primogenito» di molti fratelli (Rom 8,29). Con Maria Maddalena si apre quella lunga schiera, ancor oggi poco conosciuta, di madri che, lungo i secoli, si sono consegnate alla generazione di figli di Dio e si possono affiancare ai padri della Chiesa: insieme alla Patristica esiste anche, nascosta ma presente, una Matristica. La decisione di Francesco è un dono bello, espressione di una rivoluzione antropologica che tocca la donna e investe l’intera realtà ecclesiale. L’istituzione di questa festa, infatti, non va letta come una rivincita muliebre: si cadrebbe stolidamente nella mentalità delle quote rosa. Il significato è ben altro: comprendere che uomo e donna insieme e solo insieme, in una dualità incarnata, possono diventare annunciatori luminosi del Risorto». Nella storia dell’arte: la mirofora Maria Maddalena, nel corso dei secoli, è stata raffigurata principalmente in quattro modi: «Anzitutto – afferma monsignor Timothy Verdon, docente di storia dell’arte alla Stanford University e direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze – è spesso ritratta come una delle mirofore, le pie donne che la mattina di Pasqua si recarono al sepolcro portando gli unguenti per il corpo del Signore. Fra loro la Maddalena è riconoscibile per il fatto che, a partire dalla fine del Medioevo, viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi: questo fa capire che gli artisti, secondo una tradizione affermatasi in Occidente (e non condivisa nell’Oriente cristiano), la identificavano con la donna peccatrice che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli. I capelli lunghi sono quindi un’allusione a questo intimo contatto e alla condizione di prostituta: le donne per bene non andavano in giro con i capelli sciolti». La penitente Nell’arte del tardo Medioevo Maria Maddalena compare anche come penitente perché – spiega Verdon – secondo una leggenda ella era una grande peccatrice che, dopo la conversione e l’incontro con il Risorto, era andata a vivere come romitessa nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, dove annunciava il vangelo: «Il culto della Maddalena penitente ha affascinato molti artisti, che l’hanno considerata il corrispettivo femminile di Giovanni Battista. In genere viene raffigurata con abiti simili a quelli del Battista oppure è coperta solo dai capelli. La bellezza esteriore l’ha abbandonata, il volto è segnato dai digiuni e dalle veglie notturne in preghiera, ma è illuminata dalla bellezza interiore perché ha trovato pace e gioia nel Signore. La statua della Maddalena penitente di Donatello, scolpita per il Battistero di Firenze, è un autentico capolavoro». L’addolorata Sovente la Maddalena è ritratta anche ai piedi della croce: una delle opere più significative, a giudizio di Verdon, è un piccolo pannello di Masaccio (esposto a Napoli) nel quale la Maddalena è ritratta di spalle, sotto la croce, le braccia protese a Cristo, i lunghi capelli biondi che cadono quasi a ventaglio su un enorme mantello rosso: «Un’immagine di forte drammaticità. Non di rado il dolore composto della Vergine è stato contrapposto a quello della Maddalena, quasi senza controllo. Si pensi ad esempio, alla Pietà di Tiziano, nella quale la donna avanza come volesse chiamare il mondo intero a riconoscere l’ingiustizia della morte di Gesù, che giace fra le braccia di Maria; oppure si pensi al celebre gruppo scultoreo di Niccolò dell’Arca, nel quale fra le molte figure la più teatrale è proprio quella della Maddalena che si precipita con la forza di un uragano verso il Cristo morto». Chiamata per nome Vi sono inoltre molte raffigurazioni dell’incontro con il Risorto: «Esemplari e magnifiche sono quelle di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, e del Beato Angelico nel convento di san Marco», conclude Verdon. «Maria Maddalena ha vissuto un’esperienza di salvezza profonda per opera di Gesù: quando si sente chiamata per nome in lei si accende il ricordo dell’intera storia vissuta con Lui: c’è tutto questo nell’iconografia della scena che chiamiamo “Noli me tangere”». http://www.lastampa.it/2016/07/20/vaticaninsider/ita/vaticano/chi-era-veramente-maria-maddalena-DOwtiTqnPPTYDyeczowV9J/pagina.html

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 3/10/2016 alle 4:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
10 ottobre 2012
GESU' NON ERA SPOSATO SECONDO LE SACRE SCRITTURE
 
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GESU' NON ERA SPOSATO
 
Analisi di Jonathan Benatti
(Assemblea di Rimini)

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IL CELIBATO NEL NUOVO TESTAMENTO
 
Nel Vangelo di Matteo al capitolo 19 si legge che Gesù partì nuovamente dalla Galilea e andò nei territori della Giudea che sono oltre il Giordano.
Qui i Farisei, un giorno, si avvicinarono per metterlo alla prova, ovvero per porgli qualche “domanda trabocchetto” così come erano soliti fare;
 (cfr. ad esempio Mt 22:15-40). In questo caso la questione concerneva il matrimonio, ed in particolare se fosse o meno lecito mandar via la propria
moglie per una qualsiasi ragione (Mt 19:3). Dopo aver risposto a questa domanda (Mt 19:4-9), Gesù aggiunse un ulteriore pensiero al fine di rispondere
alla reazione dei suoi discepoli:
“Se tale è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene prendere moglie”. Ecco cosa disse:
“Non tutti sono capaci di mettere in pratica queste parola, ma soltanto quelli ai quali è dato.
Poiché vi sono degli eunuchi che sono tali dalla nascita; vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini,
e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli. Chi può capire, capisca” (Mt 19:11-12).

Il versetto dodici in particolare, ci parla di tre tipologie di eunuchi. Prima di considerarle, notiamo come la parola eunuco in questo caso venga usata in senso lato;
 un eunuco è infatti una persona che ha subito una mutilazione agli organi genitali, in maniera volontaria o in maniera forzata; in questo senso una persona non può nascere eunuco. Nella Mishnah la parola “saris”, tradotta comunemente eunuco, è usata per indicare anche quelle persone che sono nate con un problema di impotenza
(Yeb. 8:4-6). Questo spiega il senso della frase di Gesù e in un certo senso ci assicura che stiamo avendo a che fare con una questione tipica della cultura giudaica
(ovvero cose che le persone sapevano o di cui erano a conoscenza; . Come osservato da A. E. Harvey nel suo articolo “Eunuchs for the sake of the Kingdom”:
“L’unico fenomeno in questione è quello familiare di uomini che sono sessualmente impotenti, e a cui quindi sono stati negati certi diritti e certi doveri della legge, come risultato dalla nascita o da un infortunio [..] o per violenza”. Dopo queste due clausole iniziali (persone nate eunuchi e persone fatte eunuchi) Gesù aggiunge una terza clausola: ci sono delle persone che si sono fatte eunuchi per il regno dei Cieli.
Cosa significa questa espressione? Le due categorie che si trovano nella Mishnah dovrebbero ricoprire tutta quanta la casistica possibile; per un ebreo sarebbe stato qualcosa di altamente ripugnante il fatto che un uomo potesse evirarsi da solo. Senza scendere nei particolari dell’origine di questa terza immagine, quello che la terza parte della frase vuole significare è il fatto che alcune persone hanno rinunciato a sposarsi per amore del regno di Dio. Questa affermazione fatta da Gesù sembra proprio essere scaturita dal suo stesso esempio: i quattro Vangeli, così come anche il resto del Nuovo Testamento, non suggeriscono minimamente che Gesù fosse sposato;
 il fatto che egli avesse una precisa missione (Mr 10:45) e che avesse un ministero di tipo itinerante sono tutti elementi che rafforzano maggiormente questa realtà.
Notiamo anche che una della poche cose su cui concordano in pieno sia gli studiosi evangelici, sia gli studiosi liberali, sia gli studiosi del Jesus Seminar, è proprio sul fatto che Gesù fosse celibe. Un approccio oggettivo alla questione, basato sulle prove a nostra disposizione, conduce a questo tipo di conclusione:
Gesù era celibe.
 
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Paolo, in una delle sue argomentazioni “di difesa” nei confronti di alcuni Cristiani di Corinto che lo avversavano, riporta le seguente parole: “Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?” (1Co 9:5). In questa domanda che Paolo pone ai Corinzi,
egli osserva che Pietro era sposato e che anche i fratelli del Signore lo erano, ma nessuna menzione viene fatta di Gesù: se egli fosse stato sposato perché non dirlo?
È vero che le argomentazioni sui silenzi sono spesse volte “piegabili” ai propri interessi: ad esempio quando si parla di celibato e matrimonio al capitolo 7 della medesima lettera, Paolo non menziona Gesù come esempio di celibato. Se qui avessimo avuto un riferimento esplicito al celibato di Gesù, il punto sarebbe stato facilmente concluso. Possiamo però riflettere ulteriormente su questi silenzi e dire che Paolo non aveva alcun bisogno di rimarcare il fatto che Gesù fosse celibe, in quanto fatto risaputo.
 Sia nel passo di 1Corinzi 9:5 che nel settimo capitolo della medesima lettera, il presupposto è che i lettori conoscessero lo stato di celibato che caratterizzò la vita di Gesù.
 Darrell Bock ci fornisce un’ulteriore considerazione:
“L’opinione di Paolo non è che si dovesse rimanere celibi, ma che tale condizione fosse auspicabile. Portare come esempio Gesù sarebbe stata una forzatura. Paolo voleva che l’idea del celibato venisse presa seriamente in considerazione, ma non dava ad intendere che il matrimonio fosse un errore. Quindi non menzionò Gesù”
 (D. L. Bock. Breaking the DVC, trad. in italiano, Il CDV: verità e menzogne, pag. 52-53, Armenia). Paolo, in accordo con quanto insegnato da Gesù stesso,
afferma che “ciascuno ha il suo proprio dono da Dio; l’uno in un modo l’uno in un altro” (1Co 7:7). Ovvero se l’essere celibi è letteralmente un
“dono della grazia” di Dio, lo è anche l’essere sposati. Anche se Paolo ovviamente preferisce il suo stato e auspica “che tutti gli uomini fossero come sono io”,
egli riconosce anche che l’atteggiamento spirituale dei Corinzi nei confronti dell’essere “single” era posta su di una falsa spiritualità che tendeva a vedere il celibato come una richiesta. Perché il loro slogan nel vs. 1b [“è bene per l’uomo non toccare donna”, nota mia], non diventi la regola, egli ricorda loro che “ogni condizione” è un dono, e questo dono differisce da persona a persona. Il celibato è per i celibi, che sono tali per la grazia che li rende capaci di ciò. I doni, per la loro stessa natura di concrete espressioni della grazia che differisce da una persona all’altra, non possono essere ridotti a dei principi o non possono essere fatti diventare delle regole”; Gordon Fee, God’s empowering presence, pag. 138, Hendrickson Publisher.
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In altri passi del Nuovo Testamento non troviamo nessuno riferimento al fatto che Gesù fosse sposato, anzi viene dato per certo noto che Gesù fosse celibe;
quindi anche queste altre fonti primarie puntano nella stessa direzione: Gesù era celibe. Del resto, come ha osservato acutamente Craig Blomberg:
“[..] vista l’immediata venerazione per Maria, la madre di Gesù, da parte della chiesa cattolica romana per via del desiderio di avere una figura
femminile accanto a Dio Padre, se Gesù fosse stato sposato, la moglie avrebbe avuto scarse possibilità di sparire senza lasciare tracce nella storia.
 
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IL CELIBATO NEL MONDO GIUDAICO
 
Il celibato, secondo i costumi ebraici  non era praticato, i Rabbini  si sposavano e condannavano il celibato,
è altrettanto vero che gli Ebrei ritenessero importante il mandato dato loro da Dio nella legge (Ge 1:28: “siate fecondi e moltiplicatevi” )
 
Gesù viene chiamato Rabbima Gesù non era un rabbino in senso tecnico. Spesse volte a Gesù veniva posta la domanda con quale autorità facesse certe cose o insegnasse certe cose; ciò perché Egli non aveva una carica ufficiale o istituzionale e nemmeno aveva studiato ai piedi di qualche rabbino o all’interno di qualche scuola. Gesù non era un rabbino nel senso tecnico della parola; (Gv 7: 15-16,  la dottrina di Gesù viene dal Padre).Non possiamo nemmeno dimenticare che già nell’Antico Testamento alcuni profeti, come ad esempio Elia, non erano sposati. Inoltre, alcuni contemporanei di Gesù, praticavano il celibato a motivo di una vocazione religiosa e non erano per questo criticati, anzi, alcuni storici e filosofi ammiravano tali persone.
I suoi discepoli lo chiamarono sì rabbino o maestro, ma non a causa di una investitura datagli da una qualche scuola, bensì perché egli insegnava loro come uno che ha autorità (cfr. ad esempio Mt 7:28-29).
Il fatto che Gesù non fosse sposato non lo metteva contro la cultura del suo tempo, perché altri ebrei praticavano il celibato per motivi specifici e per questo erano lodati. 
 Mi sto riferendo agli Esseni, la cosiddetta comunità di Qumran, un gruppo di Giudei stanziatisi nei pressi del mar Morto verso il II secolo a.C. e operanti ancora ai tempi
di Gesù.
Ecco cosa scrive Giuseppe Flavio a loro riguardo:
“Merita inoltre tutta la nostra ammirazione il fatto che [gli Esseni] superino, quanto a rettitudine, tutti gli altri uomini che si dedicano alla pratica della virtù;
 e in tale misura che non si è mai visto alcuno, sia per breve tempo, né fra i greci né fra i barbari, che fosse in grado di resistere a lungo fra di loro”
(Antichità Giudaiche 18.1.5, 20).
“Essi respingono i piaceri come un male, mentre considerano virtù la temperanza e il non cedere alle passioni. Presso di loro il matrimonio è spregiato, e perciò adottano i figli degli altri quando sono ancora disciplinabili allo studio, e li considerano persone di famiglia e li educano ai loro principi; non è che condannino in assoluto il matrimonio e l’aver figli, ma si difendono dalla lascivia della donne perché ritengono che nessuna rimanga fedele a uno solo” (La guerra giudaica II, 120).

Questi due testi ci parlano dell’ammirazione dello storico Giuseppe Flavio per la condotta morale di questo gruppo religioso e ci parlano del fatto che essi praticavano il celibato, pur non condannando il matrimonio. L’aspetto rilevante è che nonostante essi non consigliassero il matrimonio, e anzi, molti di loro vivessero in una condizione
di celibato  , tuttavia questo stato non li rendeva oggetto dell’altrui disprezzo; piuttosto essi erano ammirati per la loro condotta. Che praticassero il celibato è provato,
Sia i manoscritti della setta che l’esame del cimitero della comunità, dove sono presenti soltanto scheletri maschili e dove donne e bambini sono seppelliti fuori dall’area principale, mostrano come essi erano dediti ad una vita comunitaria dedita al celibato.

Filone d’Alessandria ci riporta una considerazione simile in Hypothetica 11:14.17 dove troviamo scritto: “Nel percepire con acutezza ed esattezza più che ordinarie ciò che da solo, o per lo meno al di sopra di altre cose, è inteso a minare la comunità, ripudiano il matrimonio; e, al tempo stesso, praticano la continenza al massimo grado. Nessuno tra gli esseni prende moglie [..].
Questo dunque è l’invidiabile stile di vita degli Esseni, tale che non solo gli uomini comuni ma anche i potenti sovrani, nell’ammirare costoro, ne riveriscono la setta e ne accrescono la dignità e la nobiltà a un grado ancor più elevato, grazie alle lodi e agli onori che tributano loro”. In realtà esistevano anche comunità di Esseni che permettevano il matrimonio; in parte l’abbiamo già visto nel passo di Giuseppe Flavio, in parte lo si può vedere in un ulteriore paragrafo che lo storico ebreo dedica a questa comunità e precisamente nella Guerra Giudaica II,160.
Altri esempi sono quello di Giovanni Battista ( anche lui è chiamato Rabbi Gv 3: 269 nel Nuovo Testamento e, per quel che concerne Israele nel periodo a cavallo tra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C., quello della setta dei Therapeutae, nota a Filone d’Alessandra e di cui ci dà una descrizione in De Vita Contemplativa.
 
 
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IL CELIBATO DI GESU'
 
Gesù stesso era consapevole di essere venuto su questa terra per compiere quello che nel Nuovo Testamento è chiamato il “disegno benevolo della Sua volontà”,
cioè il proposito di Dio per l’uomo (Ef 1:5). Il fatto centrale che più volte nei Vangeli è Gesù stesso ad annunciare il vero motivo per cui lui è venuto:
“Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose e sia respinto [..], sia ucciso, e risusciti il terzo giorno” (Lu 9:22, 18:31-33, 24:6-7, Mr 8:31, 9:30-32, 10:32-34,
Mt 16:21, 17:22-23, 20:17-19). Questa stessa affermazione costituiva il nucleo di ciò che i primi Cristiani credevano e il cuore della stessa predicazione apostolica
(cfr. in particolare 1Co 15:1-5).
Il suo celibato era dunque dovuto al fatto che egli aveva un compito preciso, ricevuto dal Padre, e a questo egli si rivolse completamente,
per salvare l’uomo perduto. Gesù è celibe, lo dimostrano i fatti:
L’insegnamento di Gesù sul matrimonio e sul celibato, la sua vita e la sua missione, la testimonianza dei Vangeli.
 L’insegnamento del resto del Nuovo Testamento, in particolare l’insegnamento apostolico e ciò che Paolo ci dice in Corinzi.
Le prove culturali, ovvero il fatto che il celibato fosse una pratica in uso in alcuni circoli del giudaismo del primo secolo dopo Cristo.
Il consenso degli studiosi che, a prescindere dalla particolare impostazione teologica, concordano in modo unanime sul fatto che Gesù fosse celibe.
fatti storici ci dicono che Gesù era celibe ed, in particolare i nostri documenti primari, gli scritti del Nuovo Testamento, ci forniscono una notizia
 meravigliosa, perché ci riguarda direttamente. Infatti, parlando ai mariti, Paolo ricorda loro e, con loro, a noi di amare le proprie mogli,
“Come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei” (Ef 5:25).
Questo è l’unico matrimonio per cui Gesù era pronto fin dall’eternità e per cui ha dato sé stesso sulla croce.

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MARIA MADDALENA NEL NUOVO TESTAMENTO
 
 
Maria Maddalena era una donna, che alla stregua di altre figure femminili, aveva sperimentato una guarigione da una situazione di possessione demoniaca
(da lei, ci ricorda Luca, “erano usciti sette demoni”, Lu 8:2); il testo ci dice che questo seguito di donne, che servivano e assistevano il ministero itinerante di Gesù,
erano da lui state guarite da una condizione di infermità spirituale o fisica. 

Maria Maddalena era presente alla croce insieme ad un gruppo di quelle stesse donne che avevano seguito Gesù durante il suo ministero. Essa era presente anche al momento della deposizione del corpo di Gesù: “Maria Maddalena e Maria, madre di Iose, stavano a guardare il luogo dov’era stato messo”,
Mr 15:47 (vedi anche Lu 23:55-56).

 Maria Maddalena fu una delle prime testimoni della risurrezione di Gesù Cristo; insieme ad altre donne, ella si recò “la mattina del primo giorno della settimana” (cfr. Mr 15:2) al sepolcro, con l’intento di ungere il corpo di Gesù; ed ecco che il solitario gruppetto fu sorpreso dalla grande notizia data dagli angeli:
“Perché cercata il Vivente tra i morti?” (Lu 24:5). Cristo era risorto e apparve loro: partendo in fretta dal sepolcro “con spavento e gran gioia”,
corsero ad annunciare la notizia agli altri discepoli; “Quand’ecco, Gesù si fece loro incontro, dicendo – Vi saluto! – Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi
e l’adorarono”. Giovanni restringe il campo concentrandosi soltanto su Maria Maddalena (Gv 21:11 e seguenti); questo procedimento è coerente con lo stile dell’evangelista, interessato in modo particolare al tema della “formazione spirituale” dei singoli personaggi (cfr. per esempio Nicodemo, la donna samaritana, Tommaso, ecc.).

Abbiamo concluso, infine, tirando le somme di quanto analizzato; in particolare i nostri documenti non ci parlano di una relazione “speciale” tra Gesù e Maria Maddalena; nemmeno la presentano come una sorta di eletta a cui Gesù affidò alcune rivelazioni: ella era una discepola di Gesù, ma non l’unica figura femminile
 che lo seguì e credette in lui, dal momento che la troviamo sempre circondata da un gruppo di altre “compagne di viaggio”: Maria, madre di Giacomo, Salome,
Giovanna, e le “altre con loro” (Lu 24:10).
Questo dunque ciò che ci riferiscono le fonti principali, i libri del Nuovo Testamento. Ora siamo pronti ad analizzare le fonti extra-bibliche, per vedere che tipo di descrizione ci danno di Maria Maddalena.

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MARIA MADDALENA NEI VANGELI GNOSTICI
 
 
La teologia dello gnosticismo non è una corrente nata in seno al Cristianesimo, ma è un sistema religioso completamente differente.
 I documenti gnostici sono inoltre successivi; ciò li esclude dall’essere una testimonianza autentica sui fatti concernenti Gesù e le persone che lo circondavano.
Lo gnosticismo, era caratterizzato da una forte componente di ascetismo: (L’ascetismo è una pratica religiosa volta a raggiungere perfezione morale, attraverso la rinuncia e il disprezzo di tutto ciò che è materiale, carnale e sensuale. )
 
essenza e per condurli ad un processo di auto-realizzazione, liberando lo spirito dal corpo. A livello pratico questo aveva due corrispettivi nella morale gnostica:
 da un lato poteva condurre ad un rigoroso ascetismo (la cosiddetta mortificazione del corpo), da un altro lato poteva condurre alla a-moralità (dal momento che spirito
 e corpo sono “staccati tra di loro”, non importa ciò che faccio con il corpo).
Ci aspettiamo di trovare nei testi gnostici uno di questi atteggiamenti: effettivamente sembra che l’approccio dominante in questi documenti secondari sia quello ascetico.
Il matrimonio era scoraggiato e la figura femminile era per lo più disprezzata, tanto che, come vedremo nei testi che seguono, era necessario per le donne
“diventare come uomini” per entrare nel regno di Dio!
Riportiamo qui di seguito alcune citazioni chiave.
L'ascetismo nello gnosticismo, derivava dal dualismo, introdotto nel suo sistema dottrinale, tra materia e spirito; tutto ciò che era legato alla materia era intrinsecamente malvagio; l’aspetto da privilegiare era soltanto quello spirituale e proprio per questo, secondo gli gnostici, Cristo era venuto, cioè per rivelare agli uomini la loro vera
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1)Il vangelo di Pietro:
“All’alba del giorno del Signore, Maria Maddalena, discepola del Signore, che per timore degli Ebrei – che bruciavano d’ira – non avendo fatto alla tomba del Signore quanto solevano fare le donne per i morti da loro amati, prese con sé le amiche e andò alla tomba dove era stato posto. Esse temevano di essere viste dagli Ebrei, e dicevano: «Se nel giorno in cui fu crocifisso non abbiamo potuto piangere e lamentarci battendoci il petto, facciamolo ora almeno alla sua tomba. Ma chi ci rotolerà la pietra posta sulla porta della tomba, affinché possiamo entrare, sederci attorno a lui e compiere il nostro debito? (grande, infatti, era la pietra) e temiamo che qualcuno ci veda. Se non possiamo, deponiamo almeno sulla porta ciò che portiamo in sua memoria: piangeremo e ci lamenteremo percuotendoci il petto fino a quando ritorneremo a casa nostra». Quando giunsero, trovarono il sepolcro aperto. Avvicinatesi, si chinarono e videro un giovane seduto in mezzo al sepolcro: era bello e vestito di una risplendentissima stola; disse loro: «Perché siete venute? Chi cercate? Quello, forse, che fu crocifisso? È risorto e se n’è andato. Se non ci credete, chinatevi e guardate il luogo dove giaceva: non c’è più! È infatti risorto e se n’è andato là donde era stato mandato». Allora le donne fuggirono impaurite”. (Vangelo di Pietro cap. 12-13). Questo testo del secondo secolo dopo Cristo ci fornisce indicazioni in tutto simili a quelle già dateci dai Vangeli canonici, cioè i nostri documenti primari.
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2)Il vangelo copto di Tommaso:
“Maria chiese a Gesù: «Come sono i tuoi discepoli?». Egli rispose: «Sono come piccoli bambini che vivono in un campo non loro. Quando i padroni del campo arrivano, essi diranno: ‘Ridacci il nostro campo’. Essi si levano i vestiti di dosso davanti a loro al fine di ridarglieli, ed essi restituiscono loro il campo [..].
Simon Pietro disse loro «Fate in modo che Maria ci lasci, perché le donne non meritano vita». Gesù disse: «Ecco, io la guiderò affinché diventi uomo,
così che anche lei possa divenire uno spirito vivente somigliante a voi uomini. Perché ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei Cieli”.
(Vangelo di Tommaso, 21 e 114).
In questo scritto risalente all’anno 200 d.C. circa, ci sono due accenni alla figura di Maria Maddalena. Nel primo (v. 21) la troviamo intenta a domandare a Gesù qualcosa circa l’essere suo discepolo. A questa domanda segue una risposta (di cui noi abbiamo riportato soltanto la prima parte). Nel secondo caso si può notare un marcato spirito di insofferenza da parte di Pietro nei confronti di questa donna. Egli vorrebbe che Maria Maddalena fosse espulsa dal gruppo in quanto donna. La risposta di Gesù da un lato sembra mirare a placare la polemica, ma sottolinea nel contempo l’atteggiamento gnostico nei confronti delle donne. Maria, se vuole entrare nel regno dei Cieli, deve diventare uomo; probabilmente l’espressione si riferisce al fatto che Maria dovesse assumere una natura androgina, cioè una natura dove coesistono l’essere uomo e l’essere donna. Questo testo non aggiunge niente di nuovo alla nostra indagine, se non l’introdurre l’aspetto del dissenso tra Pietro e Maria Maddalena, che sarà sviluppato in altri testi gnostici.
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3)Il vangelo di Maria Maddalena:
“Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: «Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente insegnamenti diversi». Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli interrogò in merito al Salvatore: «Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare? Forse egli l’ha anteposta a noi?». Maria allora pianse e disse a Pietro: «Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore?». Levi replicò a Pietro dicendo: «Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunciare il vangelo senza emanare una ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore»” (17:10-18:21).
Questo testo ci presenta un Andrea e un Pietro fortemente dubbiosi circa la rivelazione ricevuta da Maria Maddalena (essa avrebbe ricevuto questa conoscenza attraverso una “horama”, cioè una visione di Gesù). Entrambi non credono alla sua parole. A questo punto Maria comincia a piangere e cerca di difendersi. Dalla sua parte si schiera Levi, il quale afferma che il Salvatore “amava lei più di noi”. Il punto della discussione è l’amore di Gesù per i suoi discepoli e non, come si vorrebbe far credere, i legami di parentela o una qualche forma di intimità. Questa frase potrebbe essere una sorta di “parallelo” a quanto detto nel Vangelo canonico di Giovanni circa “il discepolo che Gesù amava”. Come sottolinea Ben Witherington III “La comparazione del grado dell’amore chiarisce che l’autore si sta riferendo a un amore che Gesù poteva provare sia verso gli uomini che verso le donne. È assolutamente evidente che qui non c’è niente a sostegno della tesi che Gesù fosse sposato, e tanto meno che fosse sposato con Maria Maddalena”.
 
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4)Il vangelo di Filippo:
“La compagna del [Figlio?, Signore?] è Maria Maddalena. [Il Signore amava lei] più di [tutti] i discepoli, [e spesso] le dava un bacio sulla
[bocca? guancia? fronte?]” ( v.55).
Come si può notare dal gran numero di parentesi quadre, il testo è frammentario e ciò che è contenuto all’interno delle stesse parentesi è soltanto una delle possibili ricostruzioni. È opportuno soffermarci un attimo e fare alcune osservazioni. ( “come ogni esperto di aramaico potrà spiegarle, la parola compagna, all’epoca, significava letteralmente moglie”), ma  il vangelo di Filippo è stato scritto in lingua copta e non in aramaico. La parola usata per “compagna” è una parola presa in prestito dal greco ed è koinonos. Tale termine, è vero, ha un significato abbastanza ampio, ma di fatto la sua accezione principale è quella di “compagna”, nel senso di amicizia o fratellanza (soprattutto dal punto di vista spirituale). (Esiste una parola che avrebbe espresso chiaramente il concetto di “compagna” intesa come moglie, senza lasciare alcuna ombra di dubbio: essa è gyne).
Un’altra considerazione, di ordine “comparativo”, ci conferma ulteriormente questa realtà: il termine koinonos è infatti usato in altri testi per esprimere proprio il concetto di fratellanza spirituale.
 
Che dire invece a proposito del bacio? Il testo che stiamo esaminando ci fornisce un prezioso indizio qualche pagina prima; ecco quanto riportato:
(“..dalla bocca, [poiché] se il Logos viene da quel luogo egli nutre dalla sua bocca e sarà perfetto. Il perfetto, infatti, concepisce e genera per mezzo di un bacio.
È per questo che noi ci baciamo l’un l’altro. Noi siamo fecondi della grazia che è in ognuno di noi” ( V.Filippo v. 31, v.32,v.55). Molti studiosi sostengono,
 in analogia con questo passo, che si tratti di un bacio sulla bocca, ma non di carattere sessuale, quanto di carattere spirituale. Karen King,
( King è professoressa di Storia della Chiesa presso la facoltà di Hardvard ed è una “fellow” del Jesus Seminar, un seminario teologico critico verso
il cristianesimo ortodosso, la King è anche convinta sostenitrice del neo-gnosticismo) nel suo libro:“The Gospel of Mary Magdala”,
spiega che questo bacio si riferisce “all’accoglimento nell’intimo di insegnamenti spirituali”. In pratica si sta parlando di una sorta di “santo bacio”,
 ovvero un atto di comunione spirituale tra iniziati gnostici.


Tale atto non appare essere qualcosa di esclusivo tra Gesù e Maria Maddalena: l’espressione “per questo noi ci baciamo l’un l’altro” indica qualcosa di molto comune che avviene tra membri di sesso diverso e membri dello stesso sesso. Infine, notiamo come sempre il testo rimandi ad un significato allegorico del gesto. Esso è legato al fatto che dalla bocca proviene una sorta di “nutrimento” e di rigenerazione spirituale. In questa serie di significati allegorici e simbolici, Maria è associata ad una figura “cara” al sistema gnostico, cioè la Sophia (= sapienza). In altri testi gnostici, che non avremo modo di esaminare in questa sede per non appesantire troppo la trattazione, Maria è rappresentata più volte come la pienezza della pienezza, come una discepola eletta a ricevere speciali rivelazioni, come colei il cui cuore è rivolto, più di altri,
verso il regno dei Cieli, la donna che “conosce il Tutto” (cfr. Pistis Sophia 17,19, 24, 37, 97; Sophia di Gesù Cristo nel Codice di Nag Hammadi III, 4; Il Dialogo del Salvatore nel Codice di Nag Hammadi III,139).
È quindi verosimile e certamente probabile che Maria venga identificata con la Sophia, la conoscenza, la madre degli angeli e la sorella spirituale del Salvatore.
Quindi, combinando questi significati simbolici con le considerazioni di carattere linguistico e con le considerazioni di carattere “dottrinale” concernenti l’ascetismo, possiamo dire che questo bacio non allude ad una relazione di tipo carnale o sessuale (cosa per altro scandalosa per un asceta gnostico), bensì allude alla
comunione mistica che legherebbe il Salvatore, l’Eone per eccellenza ( L’eone sarebbe una emanazione divina che funge da intermediario tra il Dio perfetto e le creature carnali. Il compito dell’Eone è quello di rivelare agli uomini il nucleo della vera conoscenza e di portarli a realizzare la loro natura spirituale e divina),
alla suo corrispettivo femminile, la Sophia, ovvero la conoscenza. Anche in questo caso non troviamo indizi che ci indichino una relazione matrimoniale tra Gesù e Maria Maddalena.
Dall’esame di questi testi gnostici, possiamo vedere che anche in questo caso non troviamo indizi e prove riguardanti il matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Non si parla né di nozze né di figli. Le uniche allusioni che vengono fatte hanno carattere puramente allegorico e simbolico e rimandano al complesso e a volte criptico sistema gnostico, basato principalmente sulla conoscenza e sulla auto-realizzazione. È stato correttamente osservato che nello gnosticismo non si deve parlare di teologia, quanto di antropologia.
In questo senso l’unico tipo di relazione ammessa tra Gesù e Maria Maddalena è di tipo spirituale, in cui Gesù rappresenta il mediatore tra il Dio perfetto
 e l’umanità carnale, e Maria Maddalena viene identificata con la Sophia. Dunque, i testi gnostici non suffragano l’idea delle nozze tra Gesù e la Maddalena.
Non abbiamo inserito nella discussione altre fonti come i padri della Chiesa: basti sapere che essi non aggiungono nessun elemento di rilievo o “nuovo”.
Abbiamo pertanto visto che anche nei testi extra-biblici non ci si riferisce a Maria Maddalena come alla moglie di Gesù.
Alcuni testi gnostici, di carattere ascetico, disprezzavano il matrimonio, e parlano di una sorta di fratellanza spirituale tra Gesù e Maria Maddalena,
dove Gesù viene visto come l’Eone per eccellenza mandato dal Dio perfetto, e Maria incarna le fattezze della Sophia gnostica; niente di più però.

Le fonti a nostra disposizione, i documenti primari (Nuovo Testamento) e i documenti secondari (testi extra neotestamentari, apocrifi e gnostici),
escludono l’idea che Gesù fosse sposato con Maria Maddalena, o con altra donna.
 
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Fonte:
 
 
N.B.
Articolo estratto e adattato in nuova forma, ma integro nei contenuti.
Ringraziamo il fratello valdese Jonahan Benatti per il suo articolo, contro il Codice Da Vinci.
 
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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 10/10/2012 alle 17:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
10 ottobre 2012
LA RAGIONE PER CUI IL SIGNORE NON SI SPOSO'
LA RAGIONE  PER CUI IL SIGNORE NON SI SPOSO'
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Clemente  Alessandrino 
 
  Stromata, III.6.49
 
 
Inoltre, loro non sanno la ragione per cu il Signore non si sposò. In primo luogo Egli ha la sua sposa, la Chiesa;
e in secondo luogo, Egli non era un uomo comune che dovrebbe avere bisogno di qualche aiuto convenevole secondo la carne.
Né era necessario per lui di generare figli dal momento che vive in eterno ed è nato come il Figlio Unigenito di Dio.
 
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1) Clemente-In primo luogo Egli ha la sua sposa, la Chiesa
 
Ragione-Comunque Gesù ha la sua sposa, la chiesa;
 
Efesini 5: 21-33
 
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2) Clemente-Egli non era un uomo comune che dovrebbe avere bisogno di qualche aiuto convenevole secondo la carne.
 
Ragione-Gesù ci rivela le sue qualità divine, insegna che è il Pane disceso dal cielo;
 
Giovanni 6: 51
 
 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".


 
Gesù fa conoscere la sua natura divina aiu suoi Apostoli,prima ancora della risurrezione, nella Trasfigurazione;
Matteo 17: 1-5
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 

E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 

Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: "Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". 

Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva:
 "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".

 
Gesù insegna che Lui è la Luce;
Giovanni 8: 12
 
Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".
 
Gesù dichiara di essere la risurrezione e la vita;
Giovanni 11: 25
 
Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
 
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3) Clemente-Né era necessario per lui di generare figli dal momento che vive in eterno ed è nato come il Figlio Unigenito di Dio.
 
Ragione-Vediamo che Gesù non nasce da una unione matrimoniale, ma per opera dello Spirito Santo;
Matteo 1: 20-21
 
Ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria,
tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
 
Luca 1: 26-35
 
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 

a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 

Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 

A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 

Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 

e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 

Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
 
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Gesù si presentava come la terza persona della Santissima Trinità, Lui è il Figlio di Dio, Dio è suo Padre, e con Essi c'è lo Spirito Santo;
 
Matteo 3: 16-17
 
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
 
La Santissima Trinità come la indica Gesù;
 
Matteo 28: 18-20
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 

insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
 
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Gesù dichiara di essere il Figlio di Dio;
Giovanni 10: 30
 
 Io e il Padre siamo una cosa sola".
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Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;
Giovanni 1: 1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Giovanni 1: 14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
 
Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;
Giovanni 3: 13
Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.
Giovanni 6: 51
 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno
e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

Gesù spiega bene la sua preesistenza ;
Giovanni 8: 58
 
 Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".
 
Giovanni 17: 5
 
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Giovanni 17: 24
 
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

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Gesù rivela che chi vede Lui vede il Padre;
Giovanni 14: 7-11
 
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". 

Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 

Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 

Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
 
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Gesù dichiara di essere la risurrezione e la vita;
Giovanni 11: 25
 
Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
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Nel Vangelo, Gesù ci insegna quale sarà la vita degli eletti che risorti vivranno nel Regno di Dio,
vivranno come gli angeli e non prenderanno moglie o marito;
 
Luca 20: 34-37
 
Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 

ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; 

e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
 
Ora vediamo che sia gli angeli che gli eletti risorti ,sono figli di Dio, non possono prendere moglie o marito, non possono quindi avere
rapporti sessuali, ma vivono castissimi e purissimi.
 
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Conclusione: La ragione per cui il Signore non si sposò è questa;
Gesù è l'Unigenito Figlio di Dio, quindi Gesù essendo di natura divina e celeste,
 quando visse sulla terra era come un angelo, non poteva e non voleva prendere moglie.
Gesù amava la verginità e la consigliava a coloro che potevano  per il Regno dei Cieli.
Gesù ci ha insegnato a pregare che venga il Reno dei Cieli, dove tutti gli angeli e gli eletti vivranno santi e puri.
 
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letteratura
10 ottobre 2012
GESU' E' CELIBE SECONDO I VANGELI GNOSTICI
GESU' E' CELIBE SECONDO I VANGELI GNOSTICI
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
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Gesù predica alle folle
 
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Nello gnosticismo Gesù è il Salvatore,  non è un essere fisico, ma la sua fisicità è solo apparente,
Gesù non ha un corpo carnale ma è apparente, questa eresia è chiamata docetismo e condannata dalla chiesa,
che invece afferma l'esistenza in Gesù della natura divina ed umana.
Quindi avendo una natura apparente, per gli  gnostici Gesù non ha sofferto la passione.
Gli gnostici negano che Gesù sia nato da una donna, perché per loro la carne e la sessualità
e la procreazione sono cose impure da condannare.
Gli gnostici affermano che al momento del battesimo su Gesù è sceso lo Spirito.
Per gli gnostici Gesù  è il Salvatore, ma non per la sua divinità, il suo sacrificio ed il suo insegnamento,
ma Gesù salva attraverso la sua dottrina gnostca trasmessa segretamente, mediante una particolare
rivelazione ad un aposto privilegiato.
Gli gnostici sono  gli eletti coloro che si salvano, questi seguendo il vero insegnamento di Gesù,
 riescono a riconoscere la scintilla divina che dimora in loro, e raggiungono la gnosi e si salvano.
 
Gesù per gli gnostici è un essere spirituale e puro, che condanna la carne e la sessualità,
quindi Gesù per gli gnostici non può prendere moglie, sia perché è un essere spirituale e trascendente,
sia perché lui stesso condanna la sessualità.
 
Ci sono dei passi in alcuni testi gnostici che creano imbarazzo, a chi non conosce lo gnosticismo,
quindi cerchiamo di spiegare come stanno i fatti.
 
 
Dobbiamo fare prima di tutto una premessa e parlare  di un testo veramente blasfemo
 trasmessoci dai Padri e non pervenutoci, si tratta di "Questioni di Maria",
 ma questo testo è un eccezione nello gnosticismo, appartiene alla corrente libertina,
infatti nello gnosticismo ci sono due correnti, quella più diffusa degli encratiti che condannano la sesualità,
e quelli libertini che sono una stretta minoranza e praticano riti sessuali.
 
S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,
Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto
blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l'uso del seme maschile e unioni sessuali,
Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver
pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa
nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,
Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.
Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano
il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.
Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.
 
Ci sono altri testi gnostici con riti sessuali, ma non riguardano Gesù.
Passiamo ora ai testi gnostici conosciuti che destano scalpore
 dove si parla della relazione di Gesù e Maria Maddalena:
Il vangelo di Filippo, il vangelo di Tommaso, e il vangelo di Maria.
 
1) VANGELO DI FILIPPO
Il Vangelo di Filippo, trovato a Nag Hammadi (a), iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,
precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l'autore sembra essere
un giudeo-cristiano gnostico. L'autore non è l'Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato
Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l'unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).
I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,
citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte
polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;
 
32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei
e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: " Perché ami lei più di noi tutte ?"
Il Salvatore rispose loro: " Come mai io non amo voi come lei ?".
 
Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,
ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola
Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,
mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.
Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;
Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.
Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe
essere bocca  c'è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
 
 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;
I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;
32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l'accezione gnostica
manifestazioni di un unica Maria.
55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.
A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,
una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece
per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell'unione
perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l'immagine e il suo angelo.
Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 "Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Quindi Maria Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica
 una sizighia con il Gesù terreno.
 
LE SIZIGHIE NEL SISTEMA VALENTINIANO
 
Per capire bene cosa sono le sizighie gnostiche, spieghiamo il sistema dello gnostico Valentino.
 
(Prima di tutto spieghiamo che la parola sizigo, dal greco syzygos, vuol dire, compago,
consorte,  qualche volta anche gemello,
 nello gnosticismo sizigo vuol dire due parti incomplete che unindosi diventano completi.)
 
Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo
Igino (136-40), poi visse a Cipro.
 La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,
il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,
la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una
gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;
l'Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta
dall'Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.
Le coppie  o sizighie(maschio-femmina), rappresentano una allegoria,
 nella quale l'elemento femminile esprime una qualità inerente all'elemento maschile,
 e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;
l'Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.
Il mito di Sofia, l'Unigenito è l'unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza
del Prepadre, ma l'ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l'infinito,
si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio,
detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo,
il male, l'ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l'Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,
 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,
si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno
nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili, e formeranno le sizighie.
Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,
poiché egli non tollerava la corruzione.
Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.
Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino,
facevano passare come apostolci i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile
ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.
Quindi nel vangelo di Filippo Maria Maddalena non è la moglie di Gesù, come molti credono,
ma è la discepola più eletta, la sua compagna mistica.
 
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2) IL VANGELO DI TOMMASO
 
Vangelo di Tommaso, trovato a Nag Hammadi, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del
Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi
a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.
Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia
del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,
setta encratita, quindi condanna la sessualità. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naasseni,
riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo
di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nel logon 23 e nel logon 114.
Nel logon 23  interroga Gesù,riguardo i suoi discepoli:
 
23-Maria chiese a Gesù, "Come sono i tuoi discepoli?"
Lui disse, "Sono come bambini in un terreno che non gli appartiene.
 Quando i padroni del terreno arrivano, dicono, 'Restituiteci il terreno.'
E quelli si spogliano dei loro abiti per renderglieli, e gli restituiscono il terreno.
 Il logon 114 è ultimo  brano, il 114;
Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !
Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,
simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.
 
Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell' androgine, per entrare nel regno
occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.
In altri testi gnostici viene consigliato di rinunciare alla sessualità, per quanto riguarda Maria Maddalena,
la troviamo anche nel "Il Dialogo del Salvatore", un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita,
un testo molto danneggiato.
Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono
ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.
 
Quindi Maria Maddalena nel Vangelo di Tommaso è una discepola, che Gesù la farà diventare eletta e salva.
 
*************************************
 
Nel vangelo di Tommaso, al logon 61, incontriamo anche un' altra discepola, Salome:
 
Gesù disse, "In due si riposeranno su un letto; uno morirà, l'altro vivrà. "
Disse Salomè, "Chi sei tu signore? Sei salito sul mio divano e hai mangiato dalla mia tavola "
Gesù le disse, "Sono quello che viene da ciò che è indiviso. Mi sono state donate delle cose di mio Padre."
"Sono tua discepola."
"Per questa ragione io ti dico, se uno è annientato verrà colmato di luce, ma se è diviso, sarà riempito di oscurità."
 
Questo passo ha creato tanto imbarazzo, e ha fatto nascere tante ipotesi blasfeme riguardo a Gesù,
in particolare, molti pensano che Gesù e Salome siano amanti, le cose non stanno così,
infatti il Vangelo di Tommaso è encratita, e la salvezza si raggiunge prima di tutto rinunciando alla sessualità.
Nel logon 61, Gesù è a pranzo da Salome, ed è sdraiato sul divano-letto, allora si pranzava così,
pare che Gesù si è autoinvitato, come accade nel V.Luca 19, 2-10, con Zaccheo.
 
Salomè, inventata dagli gnostici, è  una discepola di Gesù è  si trova  anche nel vangelo gnostico degli Egiziani,
 citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati, capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.
Il vangelo degli Egiziani apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,
e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;
Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come
nel libro di Teodoto gnostico.
Quindi nei testi gnostici Salome non è l'amante di Gesù, ma una semplice discepola.
 
Salome, quella che segue Gesù, nel Nuovo Testamento è la madre di Giovanni Apostolo: vedi V.Marco 15,40 e V. Matteo 27,56.
 
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3) IL VANGELO DI MARIA
 
Il Vangelo di Maria si trova nel Codice di Berlino (b),  in questo vangelo, Gesù risorto,
lascia i suoi discepoli in grande turbamento.
Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono
a crederla, specie Pietro, ma poi Maria Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.
In questo Vangelo gnostico, viene detto cheMaria Maddalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.
La dottrina è quella gnostico-egiziana.
Ecco ilpasso dove viene detto che Maria è la più amata da Gesù:
 
"Levi replicò a Pietro dicendo: "Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l'ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v'è dubbio, il Salvatore la conosce bene.
 Per questo amava lei più di noi."
 
Quindi vediamo che nel vangelo di Maria, Maria Maddalena è la discepola più amata da Gesù, ma solo misticamente,
infatti anche in questo vangelo si parla di encratismo:
"Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell'uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato,
e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un'ulteriore legge,
 all'infuori di quanto ci disse il Salvatore".
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Conclusione: Come abbiamo visto nei vangeli gnostici, Gesù è celibe, puro e vergine.
 
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APPENDICE:
(a)-I manoscrtti di Nag Hammadi furono scoperti in Egitto il 1945,
 sono stati una grande scoperta per il sapere dell'umanità,
e per lo studio dello gnosticismo. I documenti scoperti ci confermano,
quello che hanno scritto i Padri eresiologi,
 ma ci danno un quadro più ampio sullo gnosticismo.
 
(b)-Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall' Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,
segue l'Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.
 
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LE SACRE SCRITTURE
 
 

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letteratura
10 ottobre 2012
GESU' E MARIA MADDALENA NEI VARI VANGELI GNOSTICI
GESU' E  MARIA  MADDALENA NEI VARI VANGELI GNOSTICI
 
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Gesù risorto appare a S.M.Maddalena
 
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Molti vangeli gnostici parlano di Maria Maddalena, definendola la discepola prediletta,
perfino la più sapiente di tutti i discepoli, tanto è perfetta, che ha raggiunto la sua gnosi,
e quindi è degna d'essere la compagna del Gesù terreno, un'unione puramente spirituale,
Maria Maddalena è Gesù formano la sizighia terrena, e poi ci sono le sizighie celesti;
Cristo è unito allo Spirito Santo, e Soter a Sofia.
 
**********************************************
 
LE SIZIGHIE NEL SISTEMA VALENTINIANO
 
Per capire bene cosa sono le sizighie gnostiche, spieghiamo il sistema dello gnostico Valentino.
 
(Prima di tutto spieghiamo che la parola sizigo, dal greco syzygos, vuol dire, compago,
consorte,  qualche volta anche gemello,
 nello gnosticismo sizigo vuol dire due parti incomplete che unindosi diventano completi.)
 
Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo
Igino (136-40), poi visse a Cipro.
 La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,
il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,
la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una
gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;
l'Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta
dall'Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.
Le coppie  o sizighie(maschio-femmina), rappresentano una allegoria,
 nella quale l'elemento femminile esprime una qualità inerente all'elemento maschile,
 e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;
l'Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.
Il mito di Sofia, l'Unigenito è l'unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza
del Prepadre, ma l'ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l'infinito,
si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio,
detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo,
il male, l'ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l'Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,
 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,
si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno
nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili, e formeranno le sizighie.
Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,
poiché egli non tollerava la corruzione.
Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.
Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino,
facevano passare come apostolci i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile
ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.
 
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1)VANGELI GNOSTICI TRASMESSI DAI PADRI ERESIOLOGI
 
Vediamo che i Padri eresiologi sono a conoscenza dell'importanza di S.M.Maddalena per gli gnostici.
Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie;
 
 Refutatio VI: 36,4 "Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Vediamo lo schema delle sizighie più importanti per certe correnti gnostiche.
 
S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,
Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole.
Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto blasfemo,
dove la salvezza si ottiene tramite l'uso del seme maschile e unioni sessuali;
Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte,
Gesù dopo aver pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria,
e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa nuova creatura,
 e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,
Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.
 
Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3.
Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano il libertinaggio più sfrenato
e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.
Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.
 
Presso gli gnostici, S.M.Maddalena non è l'unica donna importante, vediamo che circolavano vangeli gnostici,
sotto il nome di altre donne, perfino c'erano sette sotto altre donne, tanto erano diffuse che li conosceva
anche il pagano Celso, ne parla Origene nel suo libro Contro Celso nel capitolo V,62; dove vediamo
che c'era la setta degli Arpocratiani, discepoli di Salomè, i discepoli di Marta, i marcelliani, discepoli
della maestra gnostica Marcella, ed anche i discepoli di Mariamme ( Maddalena).
Molto famosa nello gnosticismo era Salomè, la quale interroga Gesù su vari misteri, questo si trova
nel vangelo gnostico degli Egiziani citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati,
capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.
Questo vangelo apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,
e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;
Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come
nel libro di Teodoto gnostico.
Questo è quello che ci hanno tramandato i Padri eresiologi riguardo vangeli gnostici e S.M.Maddalena.
 
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2) VANGELI GNOSTICI DEL CODICE DI ASKEWIANUS
 
Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva
comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,
ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato
conservato presso il British Museum.
Il Codice Askewianus, contiene il voluminoso trattato gnostico Pistis Sofia.
Pistis Sofia è stato scritto in Egitto verso il III secolo, si tratta di un lungo dialogo tra Gesù
ed i suoi Apostoli, ed anche quattro discepole, Maria madre di Gesù, Maria Maddalena,
Salome e Marta. Vediamo che proprio Maddalena è quella che  più spesso prende la
parola, ben 67 volte. Maddalena può parlare francamente, poiché il suo cuore è rivolto verso
il regno celeste, più di tutti i suoi fratelli (c. 17). La sua posizione di privilegio, insieme con
quella della madre di Gesù e Giovanni, si estende anche nella vita futura (c. 96).
La sua origine, come quella della madre di Gesù, è pure superiore: la materia viene da Barbelo,
ma la sua forza luminosa è simile a quella della vergine di luce (c. 59). Ella intercede per gli altri discepoli,
specie quando costoro non riescono più a seguire l'esposizione profonda concernente il mistero
dell'ineffabile (c. 94). Il suo uomo della luce, cioè la pate di lei appartenente al regno della luce, è sempre
intelligente e desta, pronta ad interpretare le parole di Pistis Sofia. Ella chiede di tutto con precisione.
Lo stesso Gesù è stupito delle sue risposte. Ella è divenuta puro spirito ed egli, pieno di misericordia
per lei, le rivolge le più belle espressioni di lode. La parte svolta dalle donne, specie dalla Maddalena
 non è gradita ai discepoli: essi si vedono menomati. Pietro è l'espressione del malcontento (cc 36. 146).
La Maddalena se ne accorge; vorrebbe sempre parlare, ma teme Pietro (c. 72).
Sorge così una tensione, presto sciolta da Gesù con il riconoscere i diritti delle donne, di chiunque cioè
è fervente e pieno dello spirito luminoso. Questo rispecchia la lotta tra la grande Chiesa rappresentata
da S.Pietro e le sette gnostiche rappresentate dalle donne con a testa Maddalena.
La presenza di Barbelo, indica un origine della setta dei Barbelognostici, comunque ci sono anche
elementi valentiniani ed  altro genere specialmente ermetico, filosofico e pagano, ma sempre si tratta di gnosticismo egiziano.
Questo è quello che possiamo dire di S.M.Maddalena in Pistis Sofia. 
 
*******************************************************************************************
3) VANGELI GNOSTICI DEL CODICE DI BERLINO
 
Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall' Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,
segue l'Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.
S.M.Maddalena viene nominata in tutti i documenti tranne l'Apocrifo di Giovanni.
Tralasciamo gli Atti di Pietro, o Vangelo di Pietro, che appartiene ai Vangeli Apocrifi,
trattato nella prima parte del nostro studio.
Parliamo ora per primo del documento gnostico; La Sofia di Gesù Cristo, vediamo che
Gesù risorto, prima di salire al cielo, su un monte, dinanzi a dodici discepoli e sette donne,
fa un dialogo, rivelando importanti misteri, infine Gesù scompare e i discepoli vanno a predicare il  Vangelo.
Maddalena la vediamo che insieme ad altri apostoli interroga Gesù.
Gli argomenti sono dottrine gnostiche, sul pleroma, Sofia, la missione di Gesù, sceso per
liberare le particelle di luce schiave della materia. Si tratta di gnosticismo egiziano.
 
Il Vangelo di Maria, in questo vangelo, Gesù risorto, lascia i suoi discepoli in grande turbamento.
Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono
a crederla, specie Pietro, ma poi Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.
In questo Vangelo gnostico, viene detto che Madalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.
La dottrina è quella gnostico-egiziana.
Questo è ciò che abbiamo su S.M.Maddalena nel Codice di Berlino.
 
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4) VANGELI GNOSTICI DEI MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI
 
S.M.Maddalena la incontriamo in diversi documenti scoperti a Nag Hammadi;
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore.
 
Il Vangelo di Filippo, iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,
precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l'autore sembra essere
un giudeo-cristiano gnostico. L'autore non è l'Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato
Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l'unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).
I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,
citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte
polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;
32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei
e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: " Perché ami lei più di noi tutte ?"
Il Salvatore rispose loro: " Come mai io non amo voi come lei ?".
 
Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,
ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola
Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,
mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.
Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;
Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.
Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe
essere bocca  c'è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
 
 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;
I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;
32)-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l'accezione gnostica
manifestazioni di un unica Maria.
55)-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.
A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,
una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece
per la gnosi, la quale ne fa la compagna o la sizighia di Cristo terreno, il prototipo dell'unione
perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l'immagine e il suo angelo.
Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 "Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Quindi Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica
 una sizighia con il Gesù terreno.
Un' unione puramente spirituale e simbolica, senza nulla di carnale, infatti nel sistema valentiniano,
Gesù è totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompe,
poiché egli non tollera la corruzione, quindi Gesù è un essere celeste e trascendente, non un uomo normale.
 
 
 
Vangelo di Tommaso, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del
Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi
a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.
Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia
del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,
setta encratita. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naassseni,
riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo
di Tommaso.
Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nel logon 23 e nel logon 114.
Nel logon 23  interroga Gesù,riguardo i suoi discepoli:
 
23-Maria chiese a Gesù, "Come sono i tuoi discepoli?"
Lui disse, "Sono come bambini in un terreno che non gli appartiene.
 Quando i padroni del terreno arrivano, dicono, 'Restituiteci il terreno.'
E quelli si spogliano dei loro abiti per renderglieli, e gli restituiscono il terreno.
 Il logon 114 è ultimo  brano, il 114;
Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !
Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,
simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.
 
Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell' androgine, per entrare nel regno
occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.
 
Il Dialogo del Salvatore, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita, un testo molto danneggiato.
Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono
ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.
 
Questo è tutto quello che dicono i Vangeli gnostici su S.M.Maddalena.
 
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CONCLUSIONE:
In questi ultimi anni le librerie di tutto il mondo si stanno riempendo di libri scandalosi
riguardo a S.M.Maddalena, tutto è nato dall'equivoca interpretazione dei Vangeli gnostici,
non Vangeli Apocrifi mediovali, quelli non hanno fatto nascere scandali, essendo una
rielaborazione romanzata dei Vangeli Sinottici.
I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono scandali,
per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente.
C'erano molte sette gnostiche, diverse tra loro, e molte praticavano riti sessuali,
c'erano anche dei vangeli gnostici con riti sessuali, ma tutto questo era di fonte
eretica, eretici che di cristiano non avevano neppure il nome, e la loro religione era pagana
ed esoterica, piena di magia, ermetismo ed alchimia, tutte cose condannate dal cristianesimo.
Dopo il ritrovamento di alcuni vangeli gnostici come quelli trovati in Egitto a Nagh-Hammadi nel 1945,
sono iniziati a comparire delle teorie riguardo presunti scandali tra Gesù e S.M.Maddalena.
Questo avviene per la totale ignoranza della corrente gnostica, e cattiva interpretazione di testi.
 
**************************************************************
Bibliografia;
Testi Gostici U.T.E.T
I Vangeli Gnostici  Adelphi
Le Apocalissi Gnostiche Adelphi

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

 

********************************************

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

 

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10 ottobre 2012
IL VANGELO GNOSTICO DI MARIA
IL VANGELO GNOSTICO DI MARIA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il Vangelo di Maria è un testo di origine gnostica di cui alcuni padri della chiesa parlano già a partire dal 3° secolo e che viene ampiamente respinto e denigrato dalla chiesa ancora oggi.
Ciò in quanto e’ un testo nel quale si da un particolare risalto al ruolo di Maria Maddalena (e quindi di una donna) all’interno degli insegnamenti di Gesù.
Il vangelo lascia ad intendere che Gesù dà a una donna, Maria Maddalena appunto, non solo un ruolo di primo piano, ma le concede addirittura una posizione superiore a quella degli stessi apostoli.
Esistono due copie di questo Vangelo:
- la prima è un papiro copto, c.d. Papyrus Berolinensis 8502, conservato al Dipartimento di Egittologia del Museo Nazionale di Berlino dal 1896
- la seconda è un altro papiro scritto in greco, c.d. Papiro Rylands III n. 463.
Entrambi i manoscritti, datati intorno al 3° secolo, sono di provenienza egizia, il primo trovato, forse, ad Achmin e il secondo ad Ossirinco.
E’ presente in questo Vangelo un intenso confronto tra Maria e Pietro, che negà la possibilità per le donne di poter rivelare o insegnare le parole di Gesu’.
Tale confronto è riportato anche in altri Vangeli apocrifi :
- Il Vangelo di Tommaso
- Il Vangelo degli Egiziani
- Il testo apocrifo Sofia di Gesù.

Il Vangelo di Maria, incompleto essendo andato irrimediabilmente perduto in parte, nonostante sia conosciuto da tempo è stato pubblicato per la prima volta solo nel 1955.

[...] la materia sarà distrutta, oppure no?
Il Salvatore disse: " Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l'una nell'altra e l'una con l'altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle radici della sua natura". Pietro gli disse: Giacché ci hai spiegato ogni cosa, spiegaci anche questo. Che cosa è il peccato del mondo? ".
Il Salvatore rispose: "Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate il peccato allorché compite azioni che sono della stessa natura dell'adulterio, che è detto "il peccato".
"Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell' essenza di ogni natura per restituirla alla sua radice . E proseguì dicendo: "Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda"
"La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo.
"Per questo motivo vi dissi: Fatevi coraggio! Se siete afflitti, fatevi coraggio, in presenza delle molteplici forme della natura".
"La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all'erta che nessuno vi inganni con le parole: "Vedete qui" o "Vedete là.
Il Figlio dell'uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova. "Andate, dunque, e predicate il Vangelo del Regno. Non ho emanato alcun precetto all'infuori di quello che vi ho stabilito. Né vi ho dato alcuna legge come un legislatore, affinché non avvenga che siate da essa costretti". "Come possiamo andare dai gentili e predicare loro il Vangelo del Regno del Figlio dell'uomo? Se essi non risparmiarono lui, come saremo risparmiati noi?
S'alzò allora Maria, li salutò tutti, e disse ai suoi fratelli: " Non piangete, non siate malinconici, e neppure indecisi. La sua grazia sarà per intero con voi e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, giacché egli ci ha preparati e fatti uomini" Pietro disse a Maria: "Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, ma non noi; quelle che noi non abbiamo neppure udito".
Maria rispose e disse: "Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò".
"Io, disse Maria, vidi il Signore in una visione, e gli dissi: "Signore, oggi ti ho visto in una visione". Egli mi rispose e disse: "Beata, tu che non hai vacillato alla mia vista. Là, infatti, ove è la mente, quivi è il tesoro". Io gli dissi: "Signore, adesso dimmi: colui che vede la visione, la vede attraverso l'anima oppure attraverso lo spirito?"
"Il Salvatore rispose e disse: "Egli non vede attraverso l'anima, né attraverso lo spirito, ma la mente, che si trova tra i due, è quella che vede la visione e..." ". " ... E la bramosia disse: "Non ti ho vista quando sei discesa, ora invece ti vedo mentre sali in alto. Come mai, dunque, tu mi menti dal momento che mi appartieni?". L'anima rispose: "Io ti ho veduta, mentre tu non mi hai né vista né conosciuta. Io ti facevo da vestito, ma non mi hai riconosciuta". Ciò detto, ella se ne andò via allegra e gioiosa.
"Andò poi dalla terza potenza che si chiama ignoranza. Questa domandò all'anima: "Dove Vai? Sei stata presa nella malignità, ma sei stata presa. Non giudicare!".
L'anima disse: "Perché mi giudichi, mentre io non ho giudicato? Io sono stata presa, sebbene io non abbia preso. Non sono stata riconosciuta. Ma io ho riconosciuto che il tutto è stato disciolto, sia le cose e nature terrestri sia le celesti".
"Dopo che l'anima ebbe lasciato dietro di sé la terza potenza, salì in alto e vide la quarta potenza. Essa aveva sette forme. La prima è l'oscurità; la seconda è la bramosia; la terza è l'ignoranza; la quarta è l'emozione della morte; la quinta è il regno della carne; la sesta è la stolta saggezza della carne; la settima è la sapienza stizzosa. Queste sono le sette potenze dell'ira.
"Esse domandarono all'anima: "Da dove vieni, assassina degli uomini? Dove sei incamminata, superatrice degli spazi?".
L'anima rispose e disse; "Ciò che mi lega è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato messo da parte, la mia bramosia è annientata e la mia ignoranza è morta. In un mondo sono stata sciolta da un mondo, in un typos da un typos superiore, dalla catena dell'oblio, che è passeggera. D'ora in poi io raggiungerò, in silenzio, il riposo del tempo, del momento, dell'eone"
Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: "Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente insegnamenti diversi". Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli li interrogò in merito al Salvatore: "Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l'ha anteposta a noi?",
Maria allora pianse e disse a Pietro: "Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l'abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore? ".
Levi replicò a Pietro dicendo: "Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l'ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v'è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.
Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell'uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un'ulteriore legge, all'infuori di quanto ci disse il Salvatore".
Quando Levi ebbe detto ciò, essi presero ad andare per annunziare e predicare.

 

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 10/10/2012 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
10 ottobre 2012
SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI NEI VANGELI APOCRIFI

 

 
SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI  NEI VANGELI APOCRIFI
 
 
 
 
 
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Introduzione
In questi ultimi anni le librerie di tutto il mondo si stanno riempendo di libri scandalosi
riguardo a S.M.Maddalena, tutto è nato dall'equivoca interpretazione dei Vangeli gnostici,
non Vangeli Apocrifi mediovali, quelli non hanno fatto nascere scandali, essendo una
rielaborazione romanzata dei Vangeli Sinottici.
I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono scandali,
per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente.
C'erano molte sette gnostiche, diverse tra loro, e molte praticavano riti sessuali,
c'erano anche dei vangeli gnostici con riti sessuali, ma tutto questo era di fonte
eretica, eretici che di cristiano non avevano neppure il nome, e la loro religione era pagana
ed esoterica, piena di magia, ermetismo ed alchimia, tutte cose condannate dal cristianesimo.
Dopo il ritrovamento di alcuni vangeli gnostici come quelli trovati in Egitto a Nagh-Hammadi nel 1945,
sono iniziati a comparire delle teorie riguardo presunti scandali tra Gesù e S.M.Maddalena.
Questo avviene per la totale ignoranza della corrente gnostica, e cattiva interpretazione di testi.
 
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ARGOMENTI:
 Gnosticismo, Padri eresiologi, Nag Hammadi, S.M.Maddalena nei Testi Gnostici.
 
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LO GNOSTICISMO
Introduzione
Per parlare dello gnosticismo occorrono dei volumoni,
qui diamo qualche definizione per comprendere.
Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,
 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall'attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,
all'Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell'Impero romano,
ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le
correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,
alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,
conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello
gnosticismo è rivolta all'origine dell'uomo e del suo mondo, ed è diretta alla
salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c'è la descrizione
della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l'indicazione
di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.
Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.
Secondo lo gnosticismo questo mondo è separato dall'Essere supremo la Luce,
il male è proprio di questo mondo. Vi è una caduta dalla sfera divina nel mondo:
a cadere può essere un maschio, l'uomo interiore o Adamo, oppure una femmina,
Sofia. Il signore, il creatore di questo mondo, il demiurgo, detto Jaldabaoth,
proviene da un essere caduto dal quale ebbe pure una particella di luce dalla sfera
divina, particella che deve ritornare in patria: spesso costui è all'origine del male,
sua sorte è presentata in diversi modi, sempre è ignorante, e identificato col
Dio del Vecchio Testamento. L'Io dell'uomo appartiene alla sfera del divino ed è
espresso con la designazione del " Primo Uomo" nella sfera della Luce.
Con il termine " Primo Uomo", viene designato anche l'Essere supremo,
quindi l'identificazione tra la più intima essenza dell'uomo e il divino Uomo Primordiale,
il quale spesso viene identificato col Salvatore, per opera del quale gli uomini ottengono
la Salvezza. Nei sistemi gnostici cristiani il Salvatore è Gesù.
Lo gnosticismo esisteva prima ancora del cristianesimo, si trattava di una miscela di religione
pagana e miti greci, ermetismo, alchimia, esoterismo, magia e filosofia.
Molti documenti gnostici pagani poi succesivamente sono stati cristianizzati ma prima ancora
ci sono dei documenti gnostici misti ad elementi della religione ebraica.
 
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LO GNOSTICISMO ATTRAVERSO I PADRI ERESIOLOGI
 
I Padri eresiologi consideravano gli gnostici come i nemici pericolosi del Cristianesimo.
I Padri eresiologi più importanti sono; S.Ireneo di Lione, Clemente Alessandrino, Origene,
S.Ippolito Romano, ed S.Epifanio di Salamina.
Questi Padri nei loo libri hanno confutato tutte le eresie gnostiche, e da queste opere,
abbiamo un quadro di tutti i maestri gnostici e le loro dotttrine.
I maestri gnostici più importanti sono; Simone Mago, Saturnino, Carpocrate, Basilide,
Valentino. Le sette gnostiche più importanti sono; Naasseni, Sethiani e Barbelognostici.
I Padri eresiologi indicano come fondatore dell'eresia gnostica Simone Mago,
proprio quello citato in Atti 8: 11-24. Simone andava in giro a predicare portandosi con se
una donna, Elena, pare l'avesse presa da un bordello. Simone insegnava che questa Elena,
era il primo pensiero Ennoia, emesso da lui stesso, la madre di tutti, e tramite lei, lui aveva creato
angeli ed arcangeli, e tramite questi angeli è stato creato il mondo. Dopo Elena per invidia
era trattenuta in questo mondo dagli angeli, i quali ignoravano l'esistenza della Grande Potenza,
cioè Simone. Intanto le potenze emesse da Elena, gli inflessero ogni genere di offese,
affinché non tornasse da suo padre, fino al punto di rinchiuderla in un corpo umano,
e durante i secoli Elena, il primo pensiero trasmigrò in diversi corpi femminili e finì a fare la
prostituta in un bordello. Perciò la Grande Potenza, Simone, discese per assumere a sé lei,
Elena,  liberarla dalle catene, e agli uomini egli accordò, la conoscenza di se stessi.
Si potrebbe andare avanti ancora, ma questo basta a dare un idea, solo aggiungiamo che i
discepoli di Simone praticavano la magia e dei riti sessuali.
Saturnino, un asceta di Antiochia insegnava che il Padre è da tutti sconosciuto,
è lui che ha fatto gli angeli, gli arcangeli, le potenze e le dominazioni,
da sette angeli fu fatto il mondo, L'uomo fu fatto dagli angeli, e poi ricevette dall'alto la scintilla divina.
Il Dio dei Giudei sarbbe uno dei sette angeli che fecero il mondo, questi angeli volevano eliminare il
loro padre, perciò venne Cristo a distruggere il Dio dei Giudei e a salvare i credenti, cioè coloro che
hanno la scintilla di vita. Cristo sarebbe un essere ingenerato ed incorporeo.
Sposarsi e generare figli è opera satanica, questa dottrina è comune a quasi tutti gli gnostici.
Carpocrate, visse all'epoca dell'imperatore Adriano (117-38), insegnava che il mondo fu creato dagli angeli,
esseri inferiori al Padre ingenerato, Gesù nato come gli altri uomini, possedeva un anima pura,
e ricordava le cose viste nelle regioni di Dio ingenerato, perciò gli fu mandata una forza affinché,
 per mezzo di essa, potesse sfuggire ai creatori del mondo e ritornare a Dio.
Comunque i discepoli di Carpocrate e di suo figlio Epifane, praticavano magia e riti sessuali.
Basilide visse fino al tempo dell'imperatore Antonio Pio (138-61), ad Alessandria.
Basilide fu, il primo grande maestro gnostico cristiano, unendo correnti ellenistiche e cristianesimo.
Il sistema di Basilide: Dal Padre ingenerato è sorto l'Intelletto, da questo il logos,da questo il Pensiero,
da questo la Sapienza Sofia e la Forza, da Sofia e Forza sono venute le Virtù, gli Arconti, gli angeli,
dai quali è stato fatto il primo cielo e gli altri angeli, fino a 365 cieli, l'ultimo cielo, quello a noi visibile,
dove i suoi angeli sono  creatori del mondo. Il capo di questi angeli è il Dio dei Giudei.
Per ovviare la rovina di tutti, il Padre mandò il primogenito, cioè l'Intelletto, che è chiamato Cristo.
Cristo era di natura apparente, e non patì, e sulla croce morì Simone il Cireneo, che Gesù aveva
trasformato in modo  da assomigliare a lui, mentre lui risalì (deridendo tutti) a colui che lo aveva mandato.
Questo per far capire, ma si potrebbe andare oltre, comunque il figlio di Baslide, Isidorò continuò
gli insegnamenti del padre, i loro discepoli praticavano la magia e i riti sessuali.
Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo
Igino (136-40), poi visse a Cipro. La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,
il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,
la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una
gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;
l'Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta
dall'Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.
Le coppie maschio-femmina, rappresentano una allegoria nella quale l'elemento femminile esprime una qualità
inerente all'elemento maschile, e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;
l'Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.
Il mito di Sofia, l'Unigenito è l'unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza
del Prepadre, ma l'ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l'infinito,
si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio,
detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo,
il male, l'ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l'Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,
 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,
si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno
nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili.
Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,
poiché egli non tollerava la corruzione.
Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.
Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino,
facevano passare come apostolci i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile
ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.
 
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LE SETTE GNOSTICHE
 
La setta gnostica dei Naasseni o OfIti,traggono il loro nome dalla parola serpente,
nahas in ebraico e ofis in greco. La loro dottrina insegna che all'inizio c'è la luce,
il Padre o primo Uomo, dal quale precedette il Pensiero, suo  Figlio, o Uomo-secondo,
sotto di loro c'era lo Spirito Santo, detta prima-Donna, sotto di essa i quattro elementi:
acqua, tenebre, abisso, caos. Dall'unione del primo e del secondo Uomo con la prima
Donna nasce il Figlio, cioè il Cristo, il terzo Uomo che con la Madre, va subito nell'eone
incorruttibile del Padre, vera e santa Chiesa.
La Donna, madre dei viventi, non potendo reggere le luci, le fece traboccare a sinistra,
questa potenza traboccata, conserva una rugiada di luce, ed è chiamata Prunico,
Sofia, Bisessuata, dai lei nasce un figlio, il quale generò altri sei figli;
cieli, potenze, autorità, angeli. Continua una lunghissima speculazione, simile
alle altre dottrine gnostiche. Il  Cristo, unito a sua sorella Sofia, scese su Gesù
nel momento del battesimo. Dopo la risurrezione Gesù rimase 18 mesi con  gli
Apostoli, ai quali insegnò i grandi misteri. L'uomo primordiale è additato come bisessuato,
quindi per i Naasseni, è cosa turpe l'unione sessuale, quindi sono una setta encratita,
che vieta i rappoti sessuali.
La setta dei Sethiani, fondata in Egitto, i Sethiani affermavano essere discendenti di Seth,
figlio di Adamo, e lo chiamavano Cristo. Secondo la loro dottrina, l'univrso fu creato dagli
angeli, non dalla potenza superiore. All'inizio vi furono due uomini dai quali derivano
Caino e  Abele, a proposito dei quali sorse una lotta tra gli angeli che causò la morte
di Abele per mano di Caino; prevalse così la squadra degli angeli che avevano generato
Caino ed erano suoi sostenitori. Vista questa vittoria di Caino, la Potenza superiore,
la madre,pensò alla generazione di Seth: mise in lui il suo stesso seme superiore,
e una scintilla discesa dal cielo, perciò la generazione di Seth fu separata,
portata in alto come generazione eletta. Col passare del tempo, a motivo della loro
mescolanza e malvagità le due generazioni di Caino  e di Abele, continuavano a lottare,
così la potenza superiore decretò il diluvio, affinché sopravvivesse solo la generazione di Seth.
Ma gli angeli introdussero nell'arca Cam che era della loro stirpe, e attraverso Cam continuò
il male sulla terra. Quindi sulla terra fu mandato Cristo, che sarebbe Seth stesso,
venuto miracolosamente.
Vediamo che questi sethiani inventano miti dal Vecchio Testamento, questo dimostra che
davvero c'erano diverse correnti gnostiche.
La setta dei Barbelognostici, alla base del loro sistema c'è un eone , che non invecchia mai,
in un Spirito verginale che chiamano Barbelo. Il Padre innominabile volle manifestarsi a
Barbelo, il Pensiero Ennoia si pose davanti a lui e domandò la Prima conoscenza.
Quando apparve la Prima conoscenza, esse domandarono ancora; alla loro domanda
apparvero l'Incorruttibilità  e poi la Vita eterna. Barbelo si rallegrava di queste produzioni,
e dalla gioia concepì la Luce, dalla quale si generarono tutte le cose.
Il Padre vedendo la Luce e la rese perfetta, e questa luce la chiamano Cristo,
il quale volle come aiuto l'Intelletto. Poi il Padre emise la Volontà e il Logos.
Poi si formarono le sizighie; Pensiero Ennoia-Logos, Incorruttibilità-Cristo,
Vita eterna-Volontà, Intelletto- Prima conoscenza. Ancora le speculazioni continuano,
ma questo basta a far capire.
Ora se avete letto fino a qui, potete capire quante assurdità inventavano gli gnostici,
invece di convertirsi e seguire il Cristianesimo semplice e vero e santo, inventavano cose complicatissime,
difficili a capire e sopratutto false e blasfeme.
 
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I MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI
I manoscrtti di Nag Hammadi furono scoperti in Egitto il 1945, sono stati una grande scoperta per il sapere dell'umanità,
e per lo studio dello gnosticismo. I documenti scoperti ci confermano, quello che hanno scritto i Padri eresiologi,
 ma ci danno un quadro più ampio sullo gnosticismo. Si tratta di documenti interi,
vangeli, apocalissi,materiale che prima non era disponibile,
 infatti i Padri eresiologi ci hanno trasmesso poco, e solo qualche brano intero.
I manoscritti di Nag Hamadi si dvidono in gnostici pagani ed ermetici, gnostici giudaici,
e gnostici cristiani, questi ultimi sono di varie correnti;
 valentiniani, barbelognostici, sethiani,basilidiani, e naassseniani.
Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;
il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.
Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.
 
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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI TRASMESSI DAI PADRI ERESIOLOGI
 
Vediamo che i Padri eresiologi sono a conoscenza dell'importanza di S.M.Maddalena per gli gnostici.
Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4
"Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Vediamo lo schema delle sizighie più importanti per certe correnti gnostiche.
S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,
Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto
blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l'uso del seme maschile e unioni sessuali,
Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver
pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa
nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,
Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.
Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano
il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.
Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.
Presso gli gnostici, S.M.Maddalena non è l'unica donna importante, vediamo che circolavano vangeli gnostici,
sotto il nome di altre donne, perfino c'erano sette sotto altre donne, tanto erano diffuse che li conosceva
anche il pagano Celso, ne parla Origene nel suo libro Contro Celso nel capitolo V,62; dove vediamo
che c'era la setta degli Arpocratiani, discepoli di Salomè, i discepoli di Marta, i marcelliani, discepoli
della maestra gnostica Marcella, ed anche i discepoli di Mariamme ( Maddalena).
Molto famosa nello gnosticismo era Salomè, la quale interroga Gesù su vari misteri, questo si trova
nel vangelo gnostico degli Egiziani citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati,
capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.
Questo vangelo apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,
e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;
Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come
nel libro di Teodoto gnostico.
Questo è quello che ci hanno tramandato i Padri eresiologi riguardo vangeli gnostici e S.M.Maddalena.
 
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S.M.MADDALENA NEL CODICE DI ASKEWIANUS
 
Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva
comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,
ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato
conservato presso il British Museum.
Il Codice Askewianus, contiene il voluminoso trattato gnostico Pistis Sofia.
Pistis Sofia è stato scritto in Egitto verso il III secolo, si tratta di un lungo dialogo tra Gesù
ed i suoi Apostoli, ed anche quattro discepole, Maria madre di Gesù, Maria Maddalena,
Salome e Marta. Vediamo che proprio Maddalena è quella che  più spesso prende la
parola, ben 67 volte. Maddalena può parlare francamente, poiché il suo cuore è rivolto verso
il regno celeste, più di tutti i suoi fratelli (c. 17). La sua posizione di privilegio, insieme con
quella della madre di Gesù e Giovanni, si estende anche nella vita futura (c. 96).
La sua origine, come quella della madre di Gesù, è pure superiore: la materia viene da Barbelo,
ma la sua forza luminosa è simile a quella della vergine di luce (c. 59). Ella intercede per gli altri discepoli,
specie quando costoro non riescono più a seguire l'esposizione profonda concernente il mistero
dell'ineffabile (c. 94). Il suo uomo della luce, cioè la pate di lei appartenente al regno della luce, è sempre
intelligente e desta, pronta ad interpretare le parole di Pistis Sofia. Ella chiede di tutto con precisione.
Lo stesso Gesù è stupito delle sue risposte. Ella è divenuta puro spirito ed egli, pieno di misericordia
per lei, le rivolge le più belle espressioni di lode. La parte svolta dalle donne, specie dalla Maddalena
 non è gradita ai discepoli: essi si vedono menomati. Pietro è l'espressione del malcontento (cc 36. 146).
La Maddalena se ne accorge; vorrebbe sempre parlare, ma teme Pietro (c. 72).
Sorge così una tensione, presto sciolta da Gesù con il riconoscere i diritti delle donne, di chiunque cioè
è fervente e pieno dello spirito luminoso. Questo rispecchia la lotta tra la grande Chiesa rappresentata
da S.Pietro e le sette gnostiche rappresentate dalle donne con a testa Maddalena.
La presenza di Barbelo, indica un origine della setta dei Barbelognostici, comunque ci sono anche
elementi valentiniani ed  altro genere specialmente ermetico, filosofico e pagano, ma sempre si tratta di gnosticismo egiziano.
Questo è quello che possiamo dire di S.M.Maddalena in Pistis Sofia. 
 
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S.MARIA DI MAGDALA NEL CODICE DI BERLINO
 
Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall' Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,
segue l'Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.
S.M.Maddalena viene nominata in tutti i documenti tranne l'Apocrifo di Giovanni.
Tralasciamo gli Atti di Pietro, o Vangelo di Pietro, che appartiene ai Vangeli Apocrifi,
trattato nella prima parte del nostro studio.
Parliamo ora per primo del documento gnostico; La Sofia di Gesù Cristo, vediamo che
Gesù risorto, prima di salire al cielo, su un monte, dinanzi a dodici discepoli e sette donne,
fa un dialogo, rivelando importanti misteri, infine Gesù scompare e i discepoli vanno a predicare il  Vangelo.
Maddalena la vediamo che insieme ad altri apostoli interroga Gesù.
Gli argomenti sono dottrine gnostiche, sul pleroma, Sofia, la missione di Gesù, sceso per
liberare le particelle di luce schiave della materia. Si tratta di gnosticismo egiziano.
 
Il Vangelo di Maria, in questo vangelo, Gesù risorto, lascia i suoi discepoli in grande turbamento.
Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono
a crederla, specie Pietro, ma poi Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.
In questo Vangelo gnostico, viene detto che Madalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.
La dottrina è quella gnostico-egiziana.
Questo è ciò che abbiamo su S.M.Maddalena nel Codice di Berlino.
 
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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI
 
S.M.Maddalena la incontriamo in diversi documenti scoperti a Nag Hammadi;
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore.
 
Il Vangelo di Filippo, iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,
precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l'autore sembra essere
un giudeo-cristiano gnostico. L'autore non è l'Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato
Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l'unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).
I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,
citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte
polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;
32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei
e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: " Perché ami lei più di noi tutte ?"
Il Salvatore rispose loro: " Come mai io non amo voi come lei ?".
 
Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,
ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola
Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,
mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.
Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;
Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.
Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe
essere bocca  c'è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
 
 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;
I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;
32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l'accezione gnostica
manifestazioni di un unica Maria.
55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.
A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,
una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece
per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell'unione
perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l'immagine e il suo angelo.
Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 "Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Quindi Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica
 una sizighia con il Gesù terreno.
 
Vangelo di Tommaso, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del
Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi
a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.
Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia
del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,
setta encratita. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naassseni,
riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo
di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nell'ultimo  brano, il 114;
Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !
Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,
simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.
Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell' androgine, per entrare nel regno
occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.
 
Il Dialogo del Salvatore, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita, un testo molto danneggiato.
Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono
ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.
Questo è tutto quello che dicono i Vangeli gnostici su S.M.Maddalena.
 
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Bibliografia;
Testi Gostici U.T.E.T
I Vangeli Gnostici  Adelphi
Le Apocalissi Gnostiche Adelphi

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

 
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SANTA  MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI
 
I Vangeli Apocrifi sono molto tardivi, pieni di errori storici e geograici, sono dei romanzi,
scritti per riempire la curiosità dei fedeli, i quali volevano sapere di più di quanto è detto
nei Vangeli Canonici.
 
I Vangeli apocrifi si dividono in quelli del'Infanzia, Passione, Apocalissi,Lettere e Atti.
S.M.Maddalena si trova menzionata nei Vangeli della Passione, citata con le altre
pie donne accanto alla croce, e al sepolcro.
Una bella descrizione di S.M.Maddalena che va a piangere sul sepolcro di Gesù,
la troviamo nel Vangelo di Pietro trovato nel 1886 ad Akhmim in Egitto.
Nel capitolo XII, 50-54, S.M.Maddalena si reca al sepolcro con le amiche a piangere,
poi nel capitolo XIII, 55-57, vediamo il sepolcro vuoto e l'apparizione di Angeli alle donne,
Racconto molto simile al Vanglo di Marco.
In un altro Vangelo della Passione;
Il Libro della Resurrezione di Cristo dell'Apostolo Bartolomeo, del VII secolo,
vediamo che S.M.Maddalena è citata fra le donne al sepolcro, ma la prima apparizione
di Gesù avviene a sua madre Maria, stessa cosa avviene nel Vangelo di Gamaliele
del  V secolo. S.M.Maddalena al sepolcro con le altre pie donne si trova pure nei frammenti copti,
del V secolo.
 
S.M.Maddalena a Roma
 
Il Viaggio di S.M.Maddalena a Roma, il primo documento a parlarne è il Vangelo di Nicodemo,
detto anche Atti di Pilato, del V secolo,  dove viene raccontato che S.M.Maddalena è presso la croce,
insieme alle altre pie donne e alla S.V.Maria, tutte piangenti, ora S.M.Maddalena si rivolge al popolo,
dicendo che si recherà Roma, per accusare Pilato presso Cesare.
Un altro Vangelo Apocrifo che parla di S.M.Maddalena a Roma, appartiene al Ciclo di Pilato,
del X secolo, davvero molto tardivo, si tratta della Lettera di Tiberio a Pilato, dove Tiberio scrive a Pilato,
dicendo che una donna Maria Maddalena, gli ha riferito che lui avrebbe fatto crocifiggere Gesù.
Il viaggio di .M.Maddalena a Roma riappare poi nelle cronache bizantine e in altri documenti posteriori.
La leggenda del viaggio di S.M.Maddalena a Roma per accusare Pilato e i complici ritorna negli Scritti di Glykas,
XIII secolo, e del Cedreno, XI secolo, di G.Cinnamo e C.Menasse, XII secolo, di Niceforo Callisto, XIV secolo,
sono tutti documenti della Patrologia Greca, quindi bizantini e molto tardivi, senza alcun valore storico,
ma davvero leggendari, come è anche una leggenda bizantina  quella dell'uovo rosso, riguardante Maria Maddalena,
 che dopo la morte e risurrezione di Gesù, avrebbe approfittato della sua posizione per ottenere un invito a un banchetto dato dall'imperatore Tiberio.
 Quando Maria incontrò l'imperatore, teneva un uovo nelle sue mani ed esclamò "Cristo è risorto!" Tiberio rise,
 e disse che la resurrezione di Cristo dalla morte era probabile quanto l'uovo che teneva in mano diventasse rosso.
Prima che finisse di parlare, l'uovo nella sua mano diventò rosso, e la Maddalena potè così continuare a proclamare il Vangelo a tutta la casa imperiale.
Da questa leggenda è nata la tradizione delle uova pasquali.
Questo è quanto tramandano i Vangeli Apocrifi su S.M.Maddalena, niente altro, fra tanti errori e confusone,
come quella in cui S.M.Maddalena sarebbe persino la S.V.Maria stessa, citata in un frammento copto,
il 20° sermone di Cirillo di Gerusalemme, questo è caratteristico delle rapsodie egiziane.
 
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S.M.MADDALENA NELLA TRADIZIONE CRISTIANA

 
 La tradizione più antica ritiene che il corpo di S.M.Maddalena  è stato conservato prima a Efeso, poi a Costantinopoli; proprio a Efeso,
 si credeva, che S.M. Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto alla S.V. Maria e a S.Giovanni.
L'Oriente  ha sempre affermato che la S.M.Maddalena, "apostola degli apostoli", morì a Efeso.
 
La leggenda del suo viaggio in Provenza non è anteriore al IX secolo, e i suoi resti non vi furono riportati fino al XIII secolo, infatti in Francia prima si credeva che S.M.Maddalena era morta in Efeso come testimonia S.Gregorio Da Tours (538-594), che si recò ad Efeso per visitare il luogo dove visse la S.V.Maria, e trovandosi in quel luogo visitò anche la tomba
di S.M.Maddalena, e poi scrisse questo nei suoi libri.
 
S.Gregorio Da Tours,viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse libri,
i Franchi sono i figli dei Merovingi, ora chi meglio di S.Gregorio da Tours, poteva saperre se S.M.Maddalena
visse in Francia oppure altrove ?
 
S.M.Maddalena era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l'imperatore Leone il Filoso fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.
Poi da Costantinopoli le reliquie  furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.
 
 
I resti mortali di S.M.Maddalena sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,
nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.
 Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio. Ad Aix-en-Provence una mascella.
 A Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.
Tutto ciò ci fa capire la popolarità di S.M.Maddalena ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.
 
Il culto più antico rivolto a S.Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo,
è quello che si svolgeva nei riti della  Chiesa Orientle la seconda domenica dopo Pasqua, 
chiamata "delle mirofore". In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione
e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.
 Tra le mirofore un ruolo importante l'aveva S.Maria Maddalena, colei che aveva visto Gesù risorto per prima.
Il culto di S.M.Maddalena si diffuse in occidente dopo il XI secolo, specialmente ad opera dell'Ordine dei Frati Predicatori.
 
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S.M.MADDALENA NELLA LEGGENDA

Durante il Medioevo regnava ignoranza e conusione anche presso i cristiani,

i quali scrivevano tantissime leggende, anche sulla vita dei Santi.

S.M.Maddalena non è stata risparmiata, anzi è una Santa sulla quale sono

nate tante leggende.

Rabano Mauro di Magonza ( 780-856), ha scritto un racconto su S.M.Maddalena:

"La vita di Maria Mddalena"

del tutto falso senza nessun fondamento storico.

S.M.Maddalena sarebbe la sorella di Marta e Lazzaro, ed insieme ad altri discepoli,

furono messi su una barca senza remi dai giudei. La barchetta approdò in Francia,

giunti a terra si dividero per andare ed Evangelizzare mentre S.Lazzaro si recò a Marsiglia,

 S.Giuseppe D'Arimatea si recòin Britannia.

Da Rabano ha poi copiato il domenicano Jacopo da Varazze, che scrisse la Leggenda Aurea,

dove raccoglie moltissime vite dei Santi, tra il 1263-1273. Riguardo a S.M.Maddalena,

Jacopo scrive la stessa favola della barchetta senza remi che arriva in Francia,

e racconta che S.M.Maddalena compie anche dei miracoli.

Nella leggenda Aurea sono riportate altre menzogne riguardo S.M.Maddalena.

S.M.Maddalena prende il cognome dal castello Magdalo, era di nobile famiglia, discendente del re.
 Il padre si chiamava Siro e sua  madre Eucaria.
Viveva con i genitori, sua sorella Marta, e suo fratello Lazzaro,
erano ricchi ed avevano possedimenti a Magdala, Betania e Gerusalemme.
Vediamo che qui S.M.Maddalena non solo è confusa con S.Maria di Betania, ma anche con la peccatrice anonima.
S.M.Maddalena diventa peccatrice dopo che viene lasciata dal fidanzato,
che niente di meno sarebbe S.Giovanni Evangelista, il quale abbandona lei per seguire Gesù.
Vediamo  poi che S.M.Maddalena si converte e si pente e si reca da Simone il lebbroso,
e unge Gesù con profumo, poi  diventa sua discepola, a lei Gesù appare risorto.

Vediamo che la Leggenda Aurea si diffonde in Francia, e vediamo che mentre fino al

X secolo, non esisteva nessun luogo di culto verso la Santa, ecco che a partire dal 1050,

l’abbazia di Vézelay in Borgogna, dedicata alla S.V.Maria, custodita dalle suore,

viene dedicata a S.M.Maddalena, e viene custodita dai monaci benedettini.

A Vézelay, allora si cominciò a raccontare che li venivano custoditi le reliquie

di S.M.Madalena, ed iniziano così i pellegrinaggi.

La menzogna è tale riguardo la Santa, che un altro luogo in Francia St-Maximin in Provenza

 incomincia verso il XII secolo a reclamare di possedere le reliquie, e rccontano anche

che S.M.Maddalena, sarebbe vissuta eremita presso la grotta di Sainte-Baume,

nuda coperta solo dai capelli, leggenda questa copiata dalla vita di S.Maria Egiziaca.

Quanta ignoranza e confusione e bestemmie, non è tutto, ecco che iniziano le contese,

tra Vézalay e St-Maximin, entrambi reclamano di possedere le reliquie di S.M.Maddalena,

ed entrambe producono falsi documenti, tutto questo avviene dentro la Chiesa Cattolica !

La leggenda continua, ecco che anche in un altro luogo francese Saintes-Maries-de-la-Mer,

in Provenza, si racconta che presso questo luogo è venuto lo sbarco di S.M.Maddalena,

insieme a S.Marta, S.Lazzaro, S.Maria di Giacomo, S.Maria Salome, S.Sidonio S.Massimino,

ed altri ancora. Poi verso il 1521 viene aggiunta S.Sara. Oggi ancora il popolo Rom venera

S.Sara-Kali, una Santa inventata tra ricordi dell'india, paganesimo e cristianesimo.

Questa leggenda di S.M.Maddalena in Francia è stata accettata dai cattolici come verità!

Questo dimostra che i cattolici preferiscono credere nelle favole invece delle Sacre Scritture.

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Bibliografia

Citazioni Bibbia interconfessionale

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

Leggenda Aurea

http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

 

 

 

 


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letteratura
10 ottobre 2012
GESU' ETERNO VERGINE SECONDO IL NUOVO TESTAMENTO

GESU' ETERNO VERGINE

GESU' ETERNO VERGINE
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
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In questi ultimi tempi molti scrivono libri e romanzi dove insistono che Gesù era sposato o che poteva farlo.
La Sacra Bibbia invece ci insegna che Gesù è eterno vergine.
 
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Nel Vangelo, Gesù ci insegna quale sarà la vita degli eletti che risorti vivranno nel Regno di Dio,
vivranno come gli angeli e non prenderanno moglie o marito;
 
Luca 20: 34-37
 
Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 

ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; 

e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
 
Ora vediamo che sia gli angeli che gli eletti risorti ,sono figli di Dio, non possono prendere moglie o marito, non possono quindi avere
rapporti sessuali, ma vivono castissimi e purissimi.
 
Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;
Giovanni 1: 1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Giovanni 1: 14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
 
Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;
Giovanni 3: 13
Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.
Giovanni 6: 51
 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

Gesù spiega bene la sua preesistenza ;
Giovanni 8: 58
 
 Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".
 
Giovanni 17: 5
 
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Giovanni 17: 24
 
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Quindi Gesù è Dio e venendo al mondo non può prendere moglie, ma è come un angelo.
 
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Vediamo che Gesù non nasce da una unione matrimoniale, ma per opera dello Spirito Santo;
Matteo 1: 20-21
 
Ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria,
tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
 
Luca 1: 26-35
 
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 

a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 

Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 

A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 

Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 

e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 

Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
 
Gesù nasce come Dio incarnato, non può prendere moglie, anche se assume la natura umana, conserva la sua natura divina.
 
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Gesù fa conoscere la sua natura divina aiu suoi Apostoli,prima ancora della risurrezione, nella trasfigurazione;
Matteo 17: 1-5
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 

E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 

Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: "Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". 

Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva:
 "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".
Gesù si presentava come la terza persona della Santissima Trinità, Lui è il Figlio di Dio, Dio è suo Padre, e con Essi c'è lo Spirito Santo;
 
Matteo 3: 16-17
 
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
 
La Santissima Trinità come la indica Gesù;
 
Matteo 28: 18-20
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 

insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
 
Quindi Gesù essendo la terza persona della Santissima Trinità non può prendere moglie.
 
****************************************************************
 
Gesù ci rivela le sue qualità divine, insegna che è il Pane disceso dal cielo;
 
Giovanni 6: 51
 
 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

Questo lo spiega bene nell'ultima Cena;
Matteo 26: 26-28
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo". 

Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, 

perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
 
Ora il Pane Celeste non può prendere moglie.
 
**********************************
 
Gesù insegna che Lui è la Luce;
Giovanni 8: 12
 
Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".
 
Ora la Luce divina non può prendere moglie.
 
*************************************
 
 
Gesù dichiara di essere il Figlio di Dio;
Giovanni 10: 30
 
 Io e il Padre siamo una cosa sola".
Gesù il Figlio di Dio non può prendere moglie.
 
*********************************************
Gesù dichiara di essere la risurrezione e la vita;
Giovanni 11: 25
 
Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
 
Gesù divina risurrezione e vita eterna non può prendere moglie.
 
****************************************
 
Gesù dichiara essere la via, verità e vita:
Giovanni 14: 6
Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
 
Gesù divina via, verità e vita non può prendere moglie.
 
************************************
 
Gesù rivela che chi vede Lui vede il Padre;
Giovanni 14: 7-11
 
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". 

Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 

Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 

Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
 
Gesù è Dio, quindi non può prendere moglie.
 
******************************************
 
Gesù quindi visse vergine ed è vergine in eterno. Gesù consiglia anche ai suoi seguaci di rimanere vergini per il Regno dei Cieli;
Matteo 19: 12
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini,
e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".
 
Ora se Gesù chiede ai suoi seguaci di rimanere vergini, anche Lui è vergine.
 
*****************************************
Anche San Paolo consiglia lo stato verginale ai credenti;
 
 
1 Crinzi 7: 7-8
 
Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. 

Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io;
 
1 Corinzi 7: 32-34
 
Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore;

chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 

e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito;
 la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
 
*****************************************
 
San Paolo imita Gesù, quindi è celibe;
1 Corinzi 11: 1
 
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
 
***********************************************
Comunque Gesù ha la sua sposa, la chiesa;
 
Efesini 5: 21-33
 
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. 

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; 

il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo.

E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. 

E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,

per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, 

al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.

Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. 

Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,

poiché siamo membra del suo corpo.

Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. 
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! 

Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.
 
 
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Conclusione: Gesù essendo di natura divina e celeste, era come un angelo, non poteva e non voleva prendere moglie.
Gesù amava la verginità e la consigliava a coloro che potevano  per il Regno dei Cieli.
Gesù ci ha insegnato a pregare che venga il Reno dei Cieli, dove tutti gli angeli e gli eletti vivranno santi e puri.
 
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Citazioni Bibbia
 
 
 



 

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letteratura
10 ottobre 2012
MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L'ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO
 
MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L'ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
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Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.
Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena viene citata nei quattro Vangeli; Matteo, Marco, Luca, Giovanni.
Nel Nuovo Testamento Maria di Betania viene citata nei quattro Vangeli; con il nome Maria  nel Vangelo di Luca e Giovanni,
senza nome nel Vangelo di Matteo e Marco.
Nel Nuovo Testamento la peccatrice anonima viene citata solo nel Vangelo di Luca.
Nel Nuovo Testamento la donna adultera viene citata solo nel Vangelo di Giovanni.
Riassumiamo, nel Vangelo di Matteo e di Marco troviamo Maria Maddalena e Maria di Betania, due donne diverse,
nel Vangelo di Luca troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la peccatrice anonima, tre donne diverse,
nel Vangelo di Giovanni, troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la donna adultera, tre donne diverse.
 
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La peccatrice anonima, Maria Maddalena e Maria di Betania sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Luca.
 
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La peccatrice anonima che unse i piedi di Gesù
 
LUCA 7, 36-50
 
 
7:36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola.
7:37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato;
7:38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio.
7:39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: "Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice".
7:40 E Gesù, rispondendo gli disse: "Simone, ho qualcosa da dirti". Ed egli: "Maestro, di' pure".
7:41 "Un creditore aveva due debitori; l'uno gli doveva cinquecento denari e l'altro cinquanta.
7:42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?"
7:43 Simone rispose: "Ritengo sia colui al quale ha condonato di più". Gesù gli disse: "Hai giudicato rettamente".
7:44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell'acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
7:45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.
7:46 Tu non mi hai versato l'olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
7:47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama".
7:48 Poi disse alla donna: "I tuoi peccati sono perdonati".
7:49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: "Chi è costui che perdona anche i peccati?"
7:50 Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va' in pace".
 
 
 
 
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Nel Vangelo secondo Luca vediamo che la peccatrice anonima è una donna pentita della Galilea, perdonata da Gesù.
Maria Maddalena è pure della Galilea, precisamente della città di Magdala, ed è una donna indemoniata ed esorcizzata e guarita da Gesù.
Anche nel Vangelo di Marco viene detto che Maria Maddalena era stata esorcizzata e guarita da Gesù;
MARCO 16,9
16:9 Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena,
dalla quale aveva scacciato sette demòni.
Maria di Betania è della Giudea, sorella di Marta e Lazzaro, amici di Gesù.
 
 
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Maria Maddalena è della Galilea  e segue Gesù fino a Gerusalemme.
 
LUCA 23,55-56
 
23:55 Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù.
23:56 Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.
 
LUCA 24, 10
24:10 Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.
 
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Maria di Betania è della Giudea
 
LUCA 9,51-53
 
9:51 Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo,
 Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme.
9:52 Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio.
9:53 Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.
(Luca 9,54.....10,37; Gesù insegna alcune cose, e poi s reca a casa di Marta)
Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta viveva a Betania.
(Giovanni11:1 C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella).
 
LUCA 10, 38-42
 
10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua.
10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.
10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: "Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".
10:41 Ma il Signore le rispose: "Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria.
10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta".
 
 
 
Maria di Betania con la sorella Marta e Gesù

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Maria Maddalena e Maria di Betania  e la donna adultera sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Giovanni.
 
Maria di Betania è la sorella di Marta e di Lazzaro, e vivono a Betania in Giudea
 
GIOVANNI 11, 1-57
11:1 C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.
11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato.
11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato".
11:4 Gesù, udito ciò, disse: "Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato".
11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro;
11:6 com'ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava.
11:7 Poi disse ai discepoli: "Torniamo in Giudea!"
11:8 I discepoli gli dissero: "Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?"
11:9 Gesù rispose: "Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;
11:10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui".
11:11 Così parlò; poi disse loro: "Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo".
11:12 Perciò i discepoli gli dissero: "Signore, se egli dorme, sarà salvo".
11:13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno.
11:14 Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto,
11:15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!"
11:16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi, per morire con lui!"
11:17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.
11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi,
11:19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.
11:20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.
11:21 Marta dunque disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;
11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà".
11:23 Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà".
11:24 Marta gli disse: "Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno".
11:25 Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?"
11:27 Ella gli disse: "Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo".
11:28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: "Il Maestro è qui, e ti chiama".
11:29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui.
11:30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato.
11:31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.
11:32 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto".
11:33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse:
11:34 "Dove l'avete deposto?" Essi gli dissero: "Signore, vieni a vedere!"
11:35 Gesù pianse.
11:36 Perciò i Giudei dicevano: "Guarda come l'amava!"
11:37 Ma alcuni di loro dicevano: "Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?"
11:38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all'apertura.
11:39 Gesù disse: "Togliete la pietra!" Marta, la sorella del morto, gli disse: "Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno".
11:40 Gesù le disse: "Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?"
11:41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito.
11:42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato".
11:43 Detto questo, gridò ad alta voce: "Lazzaro, vieni fuori!"
11:44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".
11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.
11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto.
11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Perché quest'uomo fa molti segni miracolosi.
11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione".
11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla,
11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione".
11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione;
11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.
11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.
11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli.
11:55 La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
11:56 Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: "Che ve ne pare? Verrà alla festa?"
11:57 Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapesse dov'egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.

GIOVANNI 12: 1-11
12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov'era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
12:2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui.
12:3 Allora Maria, presa una libbra d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell'olio.
12:4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:
12:5 "Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?"
12:6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro.
12:7 Gesù dunque disse: "Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura.
12:8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre".
12:9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
12:10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,
12:11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.
 
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Maria Maddalena è una discepola di Gesù

 
GIOVANNI 19, 25
19:25 Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

GIOVANNI  20, 1-18
20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro.
20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: "Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo".
20:3 Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro.
20:4 I due correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro;
20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.
20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra,
20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte.
20:8 Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.
20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.
20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa.
20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro,
20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù.
20:13 Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?" Ella rispose loro: "Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto".
20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.
20:15 Gesù le disse: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?" Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: "Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò".
20:16 Gesù le disse: "Maria!" Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: "Rabbunì!" che vuol dire: "Maestro!"
20:17 Gesù le disse: "Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro"".
20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

 
Gesù risorto appare a Maria Maddalena
 
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La donna adultera salvata da Gesù
 
GIOVANNI 8, 1-11
8:1 Gesù andò al monte degli Ulivi.
8:2 All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.
8:3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo,
8:4 gli dissero: "Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio.
8:5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?"
8:6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra.
8:7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
8:8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra.
8:9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.
8:10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: "Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?"
8:11 Ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neppure io ti condanno; va' e non peccare più".
 
 
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Nel Vangelo secondo  Giovanni, Maria di Betania è una giudea amica di Gesù, Maria Maddalena è galilea della città di Magdala, discepola di Gesù,  sono quindi donne diverse.
Maria di Betania profuma Gesù ma non è la peccatrice anonima citata da Luca 7, 36-50, Maria di Betania è giudea, amica di Gesù, la peccatrice anonima  è galilea, una pentita perdonata.
 
Maria di Betania non è l'adultera citata da Giovanni 8, 1-11,  ma è una amica di Gesù.
 
La donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11  non è la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50.
La donna adultera vive a Gerusalemme in Giudea, è incontra Gesù verso la fine, la peccatrice anonima è Giudea,
e incontra Gesù all'inizio.
 
 
Maria Maddalena non è la donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11 , Maria Maddalena è  una discepola di Gesù, venuta insieme a lui dalla Galilea, la donna adultera è una peccatrice di Gerusalemme.
Maria Maddalena non è nemmeno la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50, sono entrambe galilee, ma mentre la peccatrice,
è una donna pentita perdonata da Gesù, Maria Maddalena è una delle pie donne che seguvano Gesù, il quale l'aveva guarita essendo
indemoniata,( vedi Luca 8:2 e Marco 16,9) .
 
 
Gesù perdona l'adultera
 
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Maria Maddalena  Maria di Betania sono due diverse donne nel Vangelo secondo Marco  e secondo Matteo 14 ,3 and 15, 40-41.
 
MARCO 14 ,3
14:3 Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato,
 di nardo puro, di gran valore; rotto l'alabastro, gli versò l'olio sul capo.
 
MARCO 15, 40-41,
15:40 Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Iose, e Salome,
15:41 che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

 
MATTEO 26, 6-7
26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso,
26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.

 
MATTEO 27, 55-56
27:55 C'erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo;
27:56 tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

 
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Conclusione: dal Nuovo Testamento risulta chiarissimo che Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.
Sebbene il Nuovo Testamnto è chiaro, la gente cristiana e laica continua ad essere confusa, ed unisce queste diverse donne in una sola.
 
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Appendice:
Vediamo che  nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  ha unito queste donne in una;
Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l'adultera.
Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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Citazioni da: La Sacra Bibbia "Nuova Riveduta sui testi originali"
Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra - CH-1211 Ginevra


 
 
La peccatrice anonima bacia i piedi a Gesù
 
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Maria Maddalena
 
LUCA  8, 1-3
 
8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio.
8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni;
8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l'amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

 
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Maria di Betania
 
LUCA 10, 38-42
 
10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua.
10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.
10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: "Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".
10:41 Ma il Signore le rispose: "Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria.
10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta".
letteratura
10 ottobre 2012
SANTA MARIA DI MAGDALA NEL NUOVO TESTAMENTO
SANTA MARIA DI MAGDALA NEL NUOVO TESTAMENTO
 
 
 
S.M.Maddalena nel Nuovo Testamento viene citata solo nei Vangeli,
si tratta di una delle pie donne che seguivano Gesù, erano tante;
 Luca 8: 1-3; Marco 15: 40-41; Matteo 27: 55-56.
 Le pie donne erano pittosto donne anziane,
o vedove, infatti era costume allora che le donne si sposassero adolescenti,
e restavano in casa ad accudire la casa e crescere i figli, poi in tarda età quando
i figli erano sistmati,  rimanvano sole o vedove, avevano tempo a dedicarsi ad opere
pie e religiose,come la profetessa Anna che serviva al Tempio; Luca 2: 36-38.
 
S.M.Maddalena come altre pie donne che seguivano Gesù, era stata una miracolata,
esattamente essendo posseduta da 7 demoni Gesù l’aveva esorcizzata e guarita;
Luca 8: 1-3

1In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

 2C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala,

dalla quale erano usciti sette demòni, 3Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Marco 16: 9-Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.

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S.M.Maddalena dai Vangeli risulta chiaro che si tratta di una donna della città di Magdala, situata sulle sponde del lago Tiberiade in Galilea,

ed è diventata discepola di Gesù, quasi all’inizio della sua missione, ed insieme ad altre anziane, ha seguito Gesù fino a Gerusalemme,

divenendo testimone della sua morte, resurezzione ed ascensione.

Vediamo che per ignoranza la chiesa latina e precisamente nel 591 il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  S.M.Maddalena è stata unita ad altre

donne del Vangelo formandone un  unica persona; quindi secondo la chiesa latina S.M.Maddalena sarebbe anche la peccatrice anonima;

Luca 7: 36-50, e perfino una S.Maria di Betania sorella di Lazzaro; Luca 10: 38-42; Giovanni 11: 1-44, non solo queste qualcuno ha identificato

S.M.Maddalena anche con l’adultera; Giovanni 8: 1-11.

Quanta confusione ed ignoranza, infatti mentre S.M.Maddalena è stata guarita, la peccatrice anonima è stata pedonata,

mentre S.M.Maddalena è galilea, S.Maria di Betania è giudea, e quando Gesù si reca in Giudea e viene ospitato da S.Marta

di Betania, S.M.Maddalena era venuta in Giudea con Gesù dalla Galilea; Luca 23: 55-24:10.

L’adultera, la incontriamo a Gerusalemme nel periodo che precede la Passione; Giovanni 8: 1-11.

Sono quindi persone diverse, e farle divenire un unica persona, ha alterato la loro identità,

vediamo che S.M.Maddalena e S.Maria di Betania vengono prese per peccatrici, si prostitute  ed adultere!

Tutto questo è blasfemo, ma vediamo che nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità,

e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne, e ora S.M.Maddalena

non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno S.Maria di Betania e l’adultera.

Ma la chiesa cattolica per lungo tempo non ha voluto dissociare S.M.Maddalena dalle altre donne, cosa che ancora continua

nella cultura cattolica, i cattolici ed anche alcuni protestanti continuano ad identificare S.M.Maddalena nella peccatrice,

e la trattano da prostituta, è difficile sdradicare legende popolari.

Veniamo al Nuovo Testamento, di  S.M.Maddalena sappiamo che dalla Galilea seguì Gesù fino a Gerusalemme, insieme a molte donne,

la incontriamo accanto la croce; Matteo 27: 55-56; Marco 15: 40-41; Luca 23: 55-56; Giovanni 19: 25.

Ancora S.M.Maddalena la incontriamo durante la deposizione di Gesù al sepolcro insieme alle altre pie donne;

Matteo 27: 61; Marco: 15: 46-47; Luca 23: 55-56;

Vediamo che S.M.Maddalena insieme alle altre pie donne tornano a casa a preparare gli aromi per la sepoltura di Gesù,

e poi il mattino del Sabato si recano al sepolcro dove hanno apparizioni di Angeli; Matteo 28: 1-8; Marco 16: 1-8; Luca 23: 56-24: 1-10.

Gesù apare risorto a S.M.Maddalena insieme a S.Maria di Giacomo  Matteo 28: 8-10.

Gesù appare risorto a S.M.Maddalena Marco 16: 9,11; Giovanni 20: 1,18.

Pare che sia stata proprio S.M.Maddalena a vedere Gesù risorto per primo, possiamo dedurre che ne era degna,

amando ardentemente  Gesù con un cuore puro:

Giovanni 20: 1-18

1Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. 3Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

11Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. 16Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! 17Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. 18Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

 

Sicuramente S.M.Maddalena è stata testimone dell’Ascensione di Gesù insieme alle altre donne, alla S.V.Maria e agli Apostoli e discepoli; Atti 1 : 9-14.

Sicuramente S.M.Maddalena ha ricevuto anche lei lo Spirito Santo Atti 2: 1-4.

Dal  Nuovo Testamento solo questo ci viene raccontato di S.M.Maria di Magdala.

 

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permalink | inviato da RAGGIO DI LUCE il 10/10/2012 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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